Archivio per Agosto 2008

L’ultimo attacco alla scuola pubblica

Ieri giornata calda sul fronte scuola. Il ministro Maria Stella Gelmini con un colpo di mano ha fatto approvare in Consiglio dei Ministri un decreto che reintroduce il voto di condotta. Decreto non motivato da nessuna urgenza con il solo scopo di escludere qualsiasi dibattito con le parti in causa. Duro colpo per chi in questi anni ha lottato e ha ottenuto una scuola (che almeno in teoria) fosse capace di includere tutti gli studenti nei processi di formazione, prima umani e poi intellettuali. Oggi invece alla violenza dilagante del bullismo si risponde con violenza e repressione senza scavare a fondo sulle ragioni del fenomeno.

Ma questo non è niente altro che l’ennesimo attacco al sistema scolastico italiano. In questi primi mesi il governo Berlusconi ha già cancellato l’obbligo scolastico previsto fino a sedici anni (decreto 112) riportandoci indietro di cinquant’anni cancellando ogni diritto allo studio e ad un percorso educativo che metteva al centro i “diritti di cittadinanza”, con la manovra finanziaria ha spostato ben 7,832 miliardi di € dalla scuola pubblica alla copertura finanziaria per l’abolizione dell’ICI.

Ad Avellino situazione aggravata dalla molteplicità di istituti inagibili o non a norma che obbligano gli studenti ad uno sballottamento continuo tra sedi distaccate, aule piccole senza le minime attrezzature per l’apprendimento di materie scientifiche o tecnologiche. L’11 settembre suonerà la campanella per gli studenti irpini. Quelli dell’Istituto Magistrale statale “Publio Virgilio Marone” ex Imbriani II saranno dislocati tra l’Istituto “Scoca”, la scuola media di san Tommaso, il plesso di Via Zigarelli e quello di Tuoro Cappuccini (i quattro angoli della città) con tutti i disagi che ci saranno. Ma è di certo una sistemazione migliore rispetto ai tanti che faranno lezione nei cortili (vedi l’ITIS l’anno scorso) come gli stessi presidi hanno minacciato.

Sarà un autunno caldo per la lotta e un anno di inferno per i nostri studenti. E poi ci lamentiamo che siamo gli ultimi d’Europa

Sono arrivati i nuovi gadget

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Non perdere l’occasione…

Giù le mani dal Formicoso

… ed è tutto un bel vedere, posto tra due valloni. A dritta è il vallone stretto e profondo di Sant’Angiolo, sul quale premono le spalle selvose di alte vette, e colassù vedi Sant’Angiolo, e Nusco, e qualche punta di Montella, e in qua folti boschi che ti rubano la vista di Lioni. A sinistra è la valle dell’Isca, impetuoso torrente che va a congiungersi coll’Ofanto, e sopravi ignudi e ripidi monti, quasi un anfiteatro, che dalla vicina Guardia si estende fino a Teora, e ti mostra nel mezzo il Formicoso, quel prato boscoso dietro di cui indovini Bisaccia, e ti mostra Andretta, e il castello di Cairano, avanguardia di Conza e Sant’Andrea. L’occhio non appagato, navigando per quell’infinito, si stende là dove i contorni appena sfumati cadono in balia dell’immaginazione, e a dritta indovina Salerno e Napoli e vede il Vesuvio quando fiammeggia. […]

da Un viaggio elettorale di Francesco De Sanctis – 1876

NESSUNA DISCARICA SUL FORMICOSO!

Lunedì 18 agosto 2008, sull’Altopiano del Formicoso-Andretta (AV), si terrà una giornata di sensibilizzazione nazionale dell’opinione pubblica contro la costruzione di una nuova discarica sull’Altopiano del Formicoso, nel cuore dell’Alta Irpinia.

La manifestazione, a cui interverranno, tra gli altri, VINICIO CAPOSSELA, FRANCO ARMINIO, LA BANDA MUSICALE CITTA’ DI CALITRI, PASQUALE E PAOLO INNARELLA, CATERINA PONTRANDOLFO, JAMBASSA+KETAMO, MOLOTOV, SIMONE CAROTENUTO E TAMMURIATI DEL VESUVIO, FOLSKA e tanti altri cantori locali e paesani, è stata indetta come risposta alla decisione del Governo di costruire un’ulteriore discarica regionale in Campania nel territorio del Comune di Andretta, così come previsto dal Decreto Legge dello scorso 23 maggio, convertito in legge il 18 Luglio 2008.

L’evento si articolerà nell’arco dell’intera giornata, durante la quale si potranno prenotare visite guidate nei centri storici dei paesi dell’Alta Irpinia, nell’Oasi faunistica del WWF di Conza della Campania, nel Centro di Educazione Ambientale Legambiente Bosco di Castiglione e nel Museo Etnografico di Aquilonia. La giornata proseguirà sull’Altopiano del Formicolo dalle ore 17:00 fino a notte inoltrata.

Per informazioni e contatti:

www. nessunotocchiilformicoso.splinder.com

MOBILITAZIONE D’AUTUNNO? VEDIAMOCI IL 9 SETTEMBRE

Un appello per una iniziativa partecipata e dal basso

I primi passi del governo hanno confermato le previsioni di chi considera la destra italiana un miscuglio di populismo, autoritarismo al servizio di una logica padronale e confindustriale. Il pacchetto sicurezza con il suo razzismo istituzionale, gli attacchi indiscriminati contro la popolazione campana in difesa della salute contro le discariche tossiche, l’assalto ai servizi pubblici locali, i ripetuti attacchi contro i lavoratori pubblici definiti «fannulloni», il rilancio di una politica militaresca con la conferma e ampliamento delle missioni militari e la determinazione a costruire la nuova base di Vicenza nonostante l’opposizione popolare fino ai
soldati nelle città, fanno il paio con il tentativo di Confindustria, tramite il tavolo concertativo, di abolire il contratto nazionale, con i desiderata integralisti del Vaticano, con una politica dell’Unione europea che, con le direttive sul rimpatrio dei migranti e con quella sull’allungamento della settimana lavorativa, suggellano il clima reazionario che si respira in tutto il continente. A tutto questo si associa l’arroganza istituzionale di un governo che fa dei processi giudiziari del proprio leader il perno della propria politica. Di questa situazione porta una responsabilità diretta il centrosinistra che con l’esperienza del governo Prodi ha spianato la strada a gran parte delle misure – criminalizzazione dei Rom, flessibilizzazione del mercato del lavoro, base di Vicenza, Alta Velocità, repressione delle popolazioni campane in rivolta contro la gestione rifiuti – che oggi appaiono giustamente odiose. Anche la politica concertativa delle confederazioni sindacali ha permesso al precedente governo di centrosinistra di portare avanti l’attacco al mondo del lavoro ed allo stato sociale. Sullo sfondo di queste dinamiche nazionali si stagliano scenari internazionali molto preoccupanti. Il primo è quello di una Unione europea che si presenta nemica dei lavoratori e dei popoli come è stato ben percepito in Irlanda; il secondo è quello del rumore di sciabole attorno all’Iran; ma la questione più grave indubbiamente è lo scenario economico che manifesta segnali di crisi strutturale.
Di fronte a questo quadro è evidente che serve un nuovo protagonismo sociale, dal basso, partecipato, capace di connettere i tanti fili di resistenza sociale che pure esistono e di battere un colpo per esprimere la porzione di paese che non si rassegna all’esistente. Come organizzazioni e persone che hanno mantenuto un filo comune di dibattito e di mobilitazione in questi anni, abbiamo avvertito l’esigenza di un primo incontro per costruire una mobilitazione contro il governo e la Confindustria, senza fare sconti al Pd. Osserviamo, oggi, che l’esigenza di una mobilitazione, autonoma dal Pd, si estende ad altri soggetti della sinistra che pure sono stati legati all’esperienza del centrosinistra. E’ un fatto di per sé positivo. Per questo proponiamo un incontro dell’opposizione sociale, sindacale e politica il 9 settembre per contrastare le politiche filopadronali e razziste del governo, gli attacchi ai lavoratori e ai migranti che vengono anche dall’Europa, la repressione contro i movimenti e le comunità in lotta. Un incontro aperto, in grado di ragionare sulle mobilitazioni immediate e sulle forme più efficaci per estendere partecipazione e protagonismo dei movimenti.


Confederazione Cobas, Coordinamento dei Collettivi universitari di Roma, Rdb, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Giorgio Cremaschi (Fiom Cgil), Marco Bersani (Attac)

novesettembre@gmail.com

la Georgia sotto le bombe

Mentre il presidente russo Medvedev “Costringe i georgiani a fare la pace” sono già in migliaia i morti e i feriti. Questa è la pace della Russia?

NOTE SUL CONGRESSO DEL PRC

Integriamo la discussione sul congresso del PRC e l’unità a sinistra con un documento elaborato dai compagni del gruppo operativo nazionale. Il documento esprime la nostra posizione, con una chiara analisi, del congresso e le nostre proposte per la costruzione di spazi di unità più ampi possibili nella pratica d’opposizione sociale al governo delle destre.

Una buona elaborazione teorica che stuzzica la discussione. Come sempre speriamo nella partecipazione di tanti compagni che stanno dentro o fuori Rifondazione.

Il documento è possibile leggerlo cliccando qui.

La nostra posizione sul congresso di Rifondazione Comunista.

Non si è ancora spento il dibattito sul congresso di Rifondazione Comunista anche ad Avellino. È normale che in una fase concitata come questa si rincorrono voci, discussioni e accordi che cercano di farci uscire dal pantano in cui ci siamo trovati. Le elezioni di aprile hanno mostrato tutti i limiti della sinistra italiana, tutta la sua inadeguatezza; e tutte le sottili differenze tra formazioni politiche si annullano dinanzi a questo disastro storico. Per questo abbiamo sempre considerato il nostro 0,5% una consolazione e non una vittoria. Una consolazione che ripaga lo sforzo di una campagna elettorale difficile, polarizzata all’ennesima potenza, fatta con la fretta di disegnare un simbolo che ancora non avevamo, con la fretta di organizzare il movimento in maniera capillare sui territori e soprattutto senza tutti i soldi della Sinistra Arcobaleno, e quindi determinando uno sforzo economico da parte di tutti i compagni.

In campagna elettorale abbiamo avuto modo di discutere anche della chiusura di un ciclo politico. Di una storia. La storia di Rifondazione Comunista, del suo progetto. Il PRC fallisce per la semplice ragione che non ha assolto i compiti per cui era nato ed è stato per questo letteralmente aspirato in un altro orizzonte strategico, di cui invece doveva rappresentare l’alternativa. Lo abbiamo detto in campagna elettorale non per raccogliere i voti dei nostalgici e degli identitari, ma perché è una valutazione oggettiva, tra l’altro ripresa anche nel congresso di Chianciano. Lo ripetiamo oggi con la stesa convinzione di tre mesi fa. È fallita Rifondazione con l’esperienza della rifondazione. Non si può sorvolare su questo punto fondamentale della discussione.

Il congresso che ha determinato la vittoria di Paolo Ferrero non ha visto un analisi profonda della sconfitta, e la prova di tutto ciò è l’entusiasmo per Bertinotti o il fatto che la svolta, oggi, sia guidata da chi, ministro del governo Prodi, ha avallato tutte le scelte bertinottiane contribuendo attivamente al disastro attuale. Identico discorso vale per l’area guidata da Vendola con l’aggravante di non aver nemmeno accennato alla disfatta ma aver mostrato la pretesa di essere “il nuovo che avanza” e la “soluzione ai mali della sinistra”.

La nostra critica alla gestione del PRC non è una giustificazione delle continue porcate (iniziamo a chiamare le cose con il proprio nome) dei bertinottiani nei congressi di circolo. Non sopportiamo la falsità dei compagni che disdegnano l’accordo fatto dalle quattro mozioni e poi ritenevano giusto l’accordo Vendola – Grassi. Ma non è una porcata anche questa? Certo Ferrero ha vinto con una “coalizione contro” e non una “coalizione per” e l’imposizione di Grassi di aumentare i posti nella segreteria per l’area di “essere comunisti” è scandalosa, ma in nessun caso il congresso nazionale corrispondeva alla effettiva volontà dei compagni.

Il documento politico della maggioranza è sostanzialmente un discreto documento e verificheremo comunque nell’effettiva pratica sociale le intenzioni della nuova maggioranza di Rifondazione. Ora è presto per azzardare ogni conclusione. Resta comunque il problema della credibilità della classe dirigente di Rifondazione, in toto colpevole dell’attuale situazione, come abbiamo detto precedentemente.

Per questo smentiamo categoricamente tutte le voci che ci danno ormai per inglobati dal nuovo PRC e rilanciamo con forza l’idea della costituente anticapitalista che prenda atto della fine della rifondazione e parta dal superamento di rifondazione in un soggetto politico ampio, plurale, anticapitalista e di movimento in netta antitesi con il PD. Un partito di lotta che metta in campo una valida e forte resistenza non a Berlusconi ma al capitalismo barbaro e riprenda una strategia di ampio respiro, lavorando per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema. Un soggetto che sia all’altezza dei tempi e in grado di misurarsi con i fallimenti che abbiamo alle spalle.

Irpinia: I rifiuti possono essere una Risorsa. Basta discariche!

Oggi alle 18, ad Andretta, riunione di tutti i comitati locali conto le discariche.

La discarica di Andretta sorgerà probabilmente in località Pero Spaccone, distante 500 metri in linea d’aria dal centro abitato e 50 metri dalle prime abitazioni del paese. Gli accertamenti tecnici e geofisici verranno eseguiti nei prossimi giorni (guarda caso in pieno periodo estivo) dai tecnici dell’ARPAC e interesseranno i 30 ettari di terreno destinati alla discarica (pari a circa 60 campi di calcio).

L’Irpinia ha già sacrificato una fetta significativa del proprio territorio usando come discarica regionale prima Difesa Grande e ora Savignano,per questo non può avere in dono l’ennesima discarica regionale ad Andretta. Il Comitato Irpino Rifiuti Zero ricorda l’approvazione da parte del consiglio dei ministri del piano di provincializzazione dei rifiuti stilato dalla provincia: e allora perchè si insiste ancora con discariche regionali?

In un’intervista presente su RaiNews24, Walter Ganapini, Assessore tecnico all’Ambiente della Regione Campania e membro onorario dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, dichiara che a Santa Maria la Fossa, in località Parco Saurino, oltre a 2 discariche esaurite, vi è una discarica completa e mai utilizzata, dotata di teli, sistemi di tenuta, argilla e una vasca da percolato di 900 m3, la cui messa in funzione può avvenire entro 15 giorni. Perchè nessuno la utilizza se da sola può contenere tutti i rifiuti della Campania per 6 mesi? Si avrebbe così tempo sufficiente a ultimare, mettere in funzione e realizzare, ove necessario, impianti di compostaggio e siti di stoccaggio per la frazione da riciclare. Dal 1976 l’UE indicava la soluzione del problema rifiuti con la raccolta differenziata ed il recupero dei materiali, riducendo al minimo il ruolo di eventuali discariche.

Il Comitato Irpino Rifiuti Zero vede un continuo accanimento verso l’Irpinia, un tempo verde e isola felice, mentre oggi viene sommersa da rifiuti e aggredita dall’economia criminale, come dimostrano i recenti fatti di cronaca.

La perversa spinta del governo per la realizzazione dei termovalorizzatori dimostra l’incapacità di considerare i rifiuti una risorsa e la totale insensibilità alle questioni ambientali. Su chi ricadranno i costi di realizzazione e poi di gestione dei termovalorizzatori? Solo quando finiranno le ecoballe da bruciare i CIP6 andranno finalmente alla vera produzione dell’energia alternativa! Il Comitato Irpino Rifiuti Zero esprime quindi la propria solidarietà alle popolazione dell’Alta Irpina, consapevole che si tratta di un problema che riguarda l’intera provincia di Avellino, e ne condivide la battaglia e l’impegno contro la devastazione ambientale. Per queste ragioni, saremo presenti alla assemblea di oggi, 1 agosto, indetta dai cittadini e dalle Associazioni dell’Alta Irpina.

Comitato Irpino Rifiuti Zero