Oggi alle 18, ad Andretta, riunione di tutti i comitati locali conto le discariche.
La discarica di Andretta sorgerà probabilmente in località Pero Spaccone, distante 500 metri in linea d’aria dal centro abitato e 50 metri dalle prime abitazioni del paese. Gli accertamenti tecnici e geofisici verranno eseguiti nei prossimi giorni (guarda caso in pieno periodo estivo) dai tecnici dell’ARPAC e interesseranno i 30 ettari di terreno destinati alla discarica (pari a circa 60 campi di calcio).
L’Irpinia ha già sacrificato una fetta significativa del proprio territorio usando come discarica regionale prima Difesa Grande e ora Savignano,per questo non può avere in dono l’ennesima discarica regionale ad Andretta. Il Comitato Irpino Rifiuti Zero ricorda l’approvazione da parte del consiglio dei ministri del piano di provincializzazione dei rifiuti stilato dalla provincia: e allora perchè si insiste ancora con discariche regionali?
In un’intervista presente su RaiNews24, Walter Ganapini, Assessore tecnico all’Ambiente della Regione Campania e membro onorario dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, dichiara che a Santa Maria la Fossa, in località Parco Saurino, oltre a 2 discariche esaurite, vi è una discarica completa e mai utilizzata, dotata di teli, sistemi di tenuta, argilla e una vasca da percolato di 900 m3, la cui messa in funzione può avvenire entro 15 giorni. Perchè nessuno la utilizza se da sola può contenere tutti i rifiuti della Campania per 6 mesi? Si avrebbe così tempo sufficiente a ultimare, mettere in funzione e realizzare, ove necessario, impianti di compostaggio e siti di stoccaggio per la frazione da riciclare. Dal 1976 l’UE indicava la soluzione del problema rifiuti con la raccolta differenziata ed il recupero dei materiali, riducendo al minimo il ruolo di eventuali discariche.
Il Comitato Irpino Rifiuti Zero vede un continuo accanimento verso l’Irpinia, un tempo verde e isola felice, mentre oggi viene sommersa da rifiuti e aggredita dall’economia criminale, come dimostrano i recenti fatti di cronaca.
La perversa spinta del governo per la realizzazione dei termovalorizzatori dimostra l’incapacità di considerare i rifiuti una risorsa e la totale insensibilità alle questioni ambientali. Su chi ricadranno i costi di realizzazione e poi di gestione dei termovalorizzatori? Solo quando finiranno le ecoballe da bruciare i CIP6 andranno finalmente alla vera produzione dell’energia alternativa! Il Comitato Irpino Rifiuti Zero esprime quindi la propria solidarietà alle popolazione dell’Alta Irpina, consapevole che si tratta di un problema che riguarda l’intera provincia di Avellino, e ne condivide la battaglia e l’impegno contro la devastazione ambientale. Per queste ragioni, saremo presenti alla assemblea di oggi, 1 agosto, indetta dai cittadini e dalle Associazioni dell’Alta Irpina.
Comitato Irpino Rifiuti Zero

"Vogliamo lavorare per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema che non può che passare per una messa in discussione dell'ordine capitalistico".
[Manifesto Programmatico]
PARTECIPA::MILITA::ADERISCI



Commenti Recenti