In questa estate si è scatenata una vera e propria bufera su Scuola, Università e Ricerca. Il nuovo Governo Berlusconi non ha perso tempo: in piena continuità con i precedenti governi (anche di centro-sinistra), sta apportando l’attacco decisivo che sancirà la fine del sistema formativo pubblico italiano. Non si tratta di uno dei soliti attacchi ai quali assistiamo da anni, ma il compimento di un progetto che vede come obiettivo principale da una parte l’istituzione di poli d’eccellenza privati e alta formazione per pochi facoltosi, dall’altra percorsi formativi scadenti e senza servizi per tutti gli altri.
- Tagli al FFO (Fondo di finanziamento ordinario) in 5 anni di quasi 1,5 mld di euro.
- Possibilità della trasformazione delle università pubbliche in fondazioni private: visti i tagli le università saranno costrette a trovare nuove forme di finanziamento privato (tramite le fondazioni)
- Diminuzione del personale di ricerca del 50% in 5 anni
- Il Dirigente Scolastico ed il Consiglio d’Amministrazione avranno la libertà di scegliere il costo d’iscrizione all’anno scolastico, con tasse che aumenteranno notevolmente negli anni, specialmente in assenza di adeguati finanziamenti pubblici.
- I docenti non saranno più assunti dalle scuole tramite una graduatoria nazionale e nomine del provveditorato ma saranno personalmente scelti dal singolo Dirigente Scolastico. In questa maniera si favoriranno assunzioni clientelari, se non addirittura familiari, ed aumenterà notevolmente la precarietà lavorativa nelle scuole.
Per questo aderiamo con forza e convinzione alla manifestazione studentesca indetta a livello nazionale dall’Unione degli Studenti e che vedrà protagonisti i ragazzi irpini nel corteo di venerdì 10 ottobre.
Riteniamo necessaria una netta inversione di tendenza, di un nuovo protagonismo sociale dei soggetti in formazione e dei precari dell’università e della ricerca, contro docenti, baroni e dirigenti scolastici sempre più garantiti e privilegiati, e soprattutto contro questo governo e le sue politiche neoliberiste. E’ quindi necessaria una forte alleanza sociale fra tutti i soggetti e le categorie i cui diritti e le cui libertà sono sotto stretto attacco (studenti e professori). Cominciamo dal 10 ottobre.
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