Archivio per Novembre 2008

La nostra Obama.

vladyTutti senza fiato fino all’ultimo minuto. L’attesa è sempre snervante, soprattutto se in ballo c’è qualcosa di grosso. Grosso quanto……la vittoria alle elezioni. Anzi di più. Avrei voluto esserci. Già mi immagino. La sede di Liberazione. Gente che va e che viene. Intere famiglie che accorrono. C’è da fare la rivoluzione. C’è da rifare l’Italia. No di più. C’è un telefono che sta per sciogliersi tanto è forte il calore delle persone che si precipitano a comunicare il loro nome per la vittoria finale. E poi exit-pool su my-space. Gruppi di ascolto su facebook. La diretta di Bruno Vespa da Cayos Cochinos. Fino a che la Ventura, la Sartori della porta accanto, non ci comunica che i seggi sono ormai chiusi. E allora via a sfogliare tutti i siti. Da Repubblica.it fino a Corriere.it, passando per laprovadelcuoco.rai.it. Tutti in attesa. Aspettando che la nostra Simona Sartori ci comunichi l’esito. Tanto atteso, ma tanto temuto. E invece no.

“Vince l’edizione 2008 dell’Isola dei Famosi..(suspense)…VLADIMIR LUXURIA!!!!!!!!!!!!!!”

E vai…coriandoli…champagne…un’intera nazione si riversa per le strade. Al coro di PO-PO-POPO-PO-PO mi ritrovo all’interno di un carosello infinito. Ricoperto di birra. Puzzo da fare schifo. Ma non m’importa. Domani mi asciugherò al calore del sol dell’avvenire. Ormai abbiamo vinto. L’intera nazione ci ha votato. Non è vero che il comunismo è morto. La gente ci ama ancora. E’ bastato un reality per risvegliare in tutti noi i sentimenti rossi. Da domani in poi o si rifà l’Italia o si ri-muore. Da domani non sentiremo parlare più di solai delle scuole che crollano. Di operai che muoiono. Di persone, molte, troppe, che non arrivano più a fine mese. E anche voi, solitari studenti. Anche la vostra Onda, ora sarà più forte. Più compatta. Uno tsunami. A cavalcarla ci sarà lei. La nostra eroina. Rifaremo l’istruzione a nostra immagine e somiglianza. Diremo che il muro di Berlino è caduto il 1985. Tanto cosa volete che sia una data. L’importante è il contenuto. L’importante è superare la prova settimanale.

Adesso sì. Adesso siamo davvero risorti. Le macerie dove ci avevano relegato le ultime elezioni le abbiamo scaricate nei mari dell’Honduras. E al grido di VIVA MARX, VIVA LENIN, VIVA VLAD LUXURIA, marceremo trionfanti!

E se davvero saremo compatti, uniti nel sogno della rivoluzione internazionale, allora sì compagni, riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo. Veder trionfare il mai rimpianto Fausto alla nuova edizione del Grande Fratello.

Saluti (talk)comunisti.

Marco

APPELLO A TUTTA LA SINISTRA AVELLINESE PER CREARE I COMITATI DI APPOGGIO ALLA PROPOSTA DI LEGGE SUL SALARIO

23112008848Car* Compagn*

Assistiamo, ormai da giorni, al venire fuori della crisi del sistema mondiale. Una crisi che non nasce ora, ma che in questi giorni si mostra senza veli. Non lo scopriamo certo oggi che sono poche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese. Così come non scopriamo certo oggi che sempre poche sono quelle famiglie che non conoscono il dramma della disoccupazione e dell’emigrazione.

In passato ci era stato detto che il mercato libero, con una forma globale, avrebbe portato a tutti benefici sostanziali. Oggi ci ritroviamo a farci i conti in tasca per capire se possiamo o no comprare il pezzo di pane quotidiano, o se è meglio conservarci i soldi per un domani molto prossimo e altrettanto incerto. Come se non bastasse, al danno si aggiunge la beffa. Nonostante un portafogli sempre più vuoto, obiettivo primario di chi governa diventa sempre più lo stato sociale. Rendere i servizi sempre più insufficienti e costringere le persone a pagare sempre di più per poter usufruire di beni quali l’istruzione e la sanità, ma non solo.

Consideriamo una vera e propria presa in giro lo strumento della “social card”. 40 euro mensili dati alle famiglie con reddito inferiore a 6ooo euro e almeno 3 figli a carico. Come se 40 euro mensili consentano di arrivare a fine mese. Non fanno testo, ovviamente, gli sconti a cui la card dà accesso. Secondo la stima di Tremonti, solo il 5% della distribuzione nazionale ha aderito alla social card. Ovviamente resta un problema di fondo: i soldi da spendere per poter usufruire degli sconti. Dubitiamo che un reddito annuo di 6ooo euro e tre figli a carico diano modo di poter spendere oltre il necessario per sopravvivere.

Riteniamo anche irritanti le dichiarazioni apparse in questi giorni, in cui si indica come via migliore, per risolvere la crisi, quella dei consumi. Resta sempre lo stesso problema di fondo: i soldi da spendere.

Per questo sinistra critica ha avviato da qualche mese una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che porti ad un aumento sostanziale dei salari. Un aumento del tutto normale, dettato dal fatto che in questi anni abbiamo visto aumentare tutto: i prezzi dei prodotti di prima necessità e non, gli stipendi e le pensioni dei parlamentari, i guadagni dei grandi imprenditori che hanno causato questa crisi. Non abbiamo ancora visto aumentare i salari di chi è vittima di questa crisi. Di chi è costretto a più lavori quotidiani perché il primo è sottopagato, ma secondo legge, e gli altri sono sotto-sottopagati a nero. Basta con lo sfruttamento delle persone. Basta con gli stipendi da fame.

Domenica sarà la giornata nazionale della raccolta firme per la proposta di legge sul salario minimo a 1300 € e sul salario sociale. Ad Avellino ci troverete (come di consueto) a Corso Vittorio Emanuele (altezza Banca d’Italia) dalle ore 18:00 alle ore 20:30.

Consapevoli che una sinistra anticapitalista e di classe si ricostruisce solo nel vivo del conflitto sociale facciamo appello a tutte le forze e le persone della sinistra sul territorio irpino di costruire i comitati d’appoggio alla legge, di mettere a disposizione strutture e iniziative per raccogliere in questo fine settimana il maggior numero di consensi.

NON PAGHEREMO LA LORO CRISI!

Sicuri che il nostro appello non cadrà nel silenzio e nell’oblio vi abbracciamo calorosamente

i/le compagn* del collettivo di Avellino di SINISTRA CRITICA

1980 – 23 novembre – 2008

“Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano.”

(Alberto Moravia)

PER NON DIMENTICARE

E’ MORTO SANDRO CURZI

Le radici di una collettività possono essere minate se tutto è ricondotto al mercato, dalla salute alle scelte della politica.

Sandro Curzi

SOTTOSCRIZIONE 2008… LA RIVOLUZIONE COSTA

Dal mese di Novembre sinistra critica ha lanciato la campagna di sottoscrizione 2008. Abbiamo bisogno di 40mila euro entro il nuovo anno, necessari per l’acquisto della nuova sede nazionale e per il funzionamento della nostra organizzazione totalmente autofinanziata. Una campagna che si rivolge a tutte e tutti coloro che credono nella costruzione di una nuova sinistra anticapitalista nel vivo dei movimenti sociali e studenteschi che oggi sosteniamo e costruiamo con la massima convinzione. Sinistra critica viene da un anno difficile per la sinistra, ma anche positivo per la costruzione del nostro progetto. Dalle elezioni all’apertura di decine di sedi sul territorio nazionale, dalla campagna sul salario al successo del seminario nazionale, e poi le grandi mobilitazioni di autunno… ma l’anticapitalismo costa e la rivoluzione anche di più. Contribuisci direttamente attraverso il sito.

via internet puoi donare cliccando qui avendo una carta di credito anche ricaricabile. La donazione con il sistema PayPal è la più sicura e diffusa via internet.              
- questi sono invece i dati del contro banco posta di sinistra critica per effettuare un bonifico bancario o un postagiro. l’importante è mettere come oggetto “DONAZIONE”

conto 85856326 – INTESTATO “SINISTRA CRITICA”          
presso poste italiane    
Codice Iban: IT29 I 07601 03200 000085856326  
Oggetto: Donazione

Ad Avellino puoi contribuire ai banchetti per la raccolta firme sulla legge d’iniziativa popolare sul salario a Corso Vittorio Emanuele i giorni 22, 23, 29, 30 novembre 6, 7, 13, 14, 21 dicembre acquistando il mensile di sinistra critica a solo 1€ o con un contributo spontaneo. I fondi che riusciremo a raccogliere servono esclusivamente per finanziare le nostre attività sul territorio. Per noi anche pochi euro sono importanti per permetterci di costruire un soggetto politico alternativo fuori dal coro della marcia politica avellinese.

Avanza l’onda

Ieri partecipata assemblea alla scuola media F. Solimena di Avellino con la nostra portavoce nazionale Flavia D’Angeli. È stata una serata particolare, importante per tutti noi (militanti e non), una serata che aspettavamo da molto. Finalmente in questa città per la prima volta si è tenuta un assemblea in cui si parlava di scuola, partecipata da soli giovani che hanno apprezzato il nostro lavoro e ci hanno “sopportato” per due ore non distogliendo nemmeno un minuto l’attenzione dalla magistrale (questa si) lezione del professor Amendola che ha spiegato in maniera dettagliata tutto il percorso della privatizzazione dei saperi negli ultimi quindici anni. Forse qualcuno adesso sa di cosa parliamo e sa anche delle colpe della sinistra e della CGIL in questa storia.

Puntuale, preciso, affascinante l’intervento di Flavia D’Angeli. Un excursus sul movimento, sull’opposizione sociale, sulla capacità di auto rappresentazione, sull’autodeterminazione che guida i migliaia di ragazzi oggi in piazza. Non poteva mancare la frecciatina al sindacato, non ce ne voglia il compagno Carlo De Vincentis, ieri con noi, ma certe volte la dirigenza del sindacato ha preso strade diverse da quelle della base.

Peccato che in questa città fanno più notizia, come sempre, i politicanti, la lampadina nel portone di un palazzo che non funziona e non i ragazzi in assemblea, o la portavoce nazionale di un partito che non ha mai esitato a criticare la stampa irpina (parte) serva del padrone di turno. Ma non ci interessa. Volevamo arrivare al cuore dei ragazzi e dai commenti di oggi sembra che ci siamo riusciti. Tutto il resto è il teatrino della politique politicienne e a noi non interessa.

IO VOGLIO SAPERE settimana di mobilitazione studentesca

Con la settimana di mobilitazione studentesca a Avellino vogliamo lanciare un messaggio forte alle istituzioni e all’opinione pubblica : se le contestazioni di Ottobre sono state tanto forti è perché ognuno di noi sentiva dentro di se l’esigenza di un cambiamento, di un’inversione forte e decisa di rotta rispetto alle politiche scolastiche adottate negli ultimi 15 anni.  Il movimento è stato solo la punta di un disagio profondo che noi studenti proviamo quando varchiamo i cancelli delle nostre scuole.

Adesso diventa, quindi, necessario trasformare la protesta in qualcosa di costruttivo, rispondere con maturità alle provocazioni del governo e dimostrare che noi un modello alternativo di scuola lo abbiamo e siamo pronti a esporlo.

Da questa necessità nascono le mobilitazioni del 17 Novembre 2008 e il suo slogan : “Noi Vogliamo Sapere…” Slogan che abbiamo tradotto promuovendo una serie di momenti di confronto tra gli studenti :

17 Novembre ore 9:00 Samantha Della Porta.

Stati Generali delle Scuole Irpine : La Nostra Controriforma

Assemblea a cui parteciperà una rappresentanza di ogni scuola Avellinese per formulare insieme il nostro modello alternativo di scuola e individuare i mezzi per iniziare a cambiare le nostre realtà scolastiche dal basso.

Ore  9:00 Piazzale Pasteni, Ariano : Corteo Studentesco

Ore 18:00 Piazza Plebiscito : Fiaccolata “Accendiamoci”

18-  21 Novembre Ciclo di  Assemblee Tematiche nelle scuole; in cui, grazie all’intervento di esperti esterni, si discuterà di : Informazione, Ambiente, Omofobia, Xenofobia, Camorra.

22 Novembre ore 17:30 Scuola Media F. Solimena Assemblea Pubblica : “Futuro e Precarietà in Italia e in Irpinia”.

Oltre a una introduzione di carattere sociologico curata da MariKa Borrelli CGIL Avellino, apriremo un momento di dibattito con Donato  Pennetta, Assessore  Comunale al Piano Strategico, per capire come si intende promuovere lo sviluppo Irpino e come  limitare  il  triste fenomeno dell’esodo dei giovani dalla nostra città. 

IN ITALIA LA TORTURA E’ LEGALE

Vergogna, vergogna. Come sette anni fa, davanti ai cancelli di quella scuola. Con le stesse persone, gli stessi cori, in più soltanto la stanchezza e la frustrazione di una attesa lunghissima e vana. Mancano i lampeggianti e il cordone di carabinieri dagli occhi spaventati che tenevano lontano i no global. Il resto è uguale a quella notte del 21 luglio 2001. L’inizio e la fine, un cerchio che si chiude perfettamente con scene e sgomento identici. La rabbia, «assassini, assassini», qualcuno che cerca di lanciarsi in avanti, un caldo folle, sudore e lacrime sui volti delle vittime definitivamente convinte di aver sbagliato ad affidarsi alla giustizia. Oggi come allora. Due Italie, una sempre più forte dell’altra, come dimostra il sorrisino di superiorità del giudice Barone al partire dei cori, mentre si ritira dopo la lettura del dispositivo che commina tredici condanne, quelle che non contano nulla, 36 anni contro i 108 invocati dall’accusa, sedici assoluzioni. E alle vittime lo sfregio di risarcimenti irrisori (una media di 4.000 euro) rispetto alle richieste delle parti civili (20.000 euro a testa). La sentenza fa a pezzi le tesi dell’accusa. Avvalora in pieno la linea fin dall’inizio proposta dal Viminale, quella delle poche mele marce in un cesto florido e sano. Le condanne sono acqua fresca, sempre e comunque mitigate. Lasciano intravedere una certa riluttanza nel propinarle, e la riduzione ai minimi termini della gravità dei fatti. Ad esempio, il vicequestore Michelangelo Fournier, quello della «macelleria messicana», prende due anni comprensivi di non menzione, con le attenuanti prevalenti sulle aggravanti. Condannato, ma giusto un poco. I magistrati avevano strutturato la loro requisitoria in tre parti.

Marco Imarisio -  Corriere della Sera

È arrivata la sentenza per i fatti di Genova nel 2001, nello specifico dell’assalto e della mattanza alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio. Nessuno dei pianificatori di quella notte di follia è stato condannato. Nessuno pagherà. Nemmeno i tredici agenti che delle condanne inflitte (da uno a quattro anni) non sconteranno in galera nemmeno un giorno e non saranno interdetti dai pubblici uffici. Senza giustizia per Genova ogni violenza sarà legittima da ogni parte, e così come per il caso di Eluana Englaro i giudici “introducono in Italia l’eutanasia” (fonte CEI) anche a Genova i giudici dichiarano che la tortura, le sevizie, non sono più un reato.

Il mondo intero ha visto cosa è successo a Genova in quei maledetti cinque giorni e in quella stramaledetta notte, in Italia non si è avuti il coraggio di condannare. Saranno per sempre coinvolti, nessuna sentenza cancellerà la macchia di meschinità e ferocia sulla coscienza di quegli uomini (e chiamarli uomini è un gran favore).

Il Forum Provinciale: solo strumentalizzazione

Il Comitato Irpino Rifiuti Zero non parteciperà al Forum Provinciale del 14 novembre, non riconoscendone la legittimità. Tale scelta è maturata dalla non condivisione dell’operato dell’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Walter  Canapini e di uno dei coordinatori del Forum il dott. Guido Viale.

Esistono alcuni punti fondamentali di dissenso:

1. L’obiettivo concreto dell’Assessore era la spinta verso la realizzazione di impianti di compostaggio e l’ammodernamento di quelli esistenti e mai entrati in funzione. Dall’attuale Piano Ganapini è sparito il concetto di rifiuto come materia prima secondaria facendo invece spazio al concetto di rifiuto come combustibile da inceneritore o come materia da porre in discarica.

2. La modalità di organizzazione dei Forum Provinciali voluta dal dott. Viale, che non si sviluppano come naturale emanazione locale del Forum Rifiuti Campania (FRC), ma si strutturano in modo amorfo inglobando in questi, “ selezionati personaggi “ al di fuori del Forum Rifiuti Campania.

3. Come può essere realizzato un processo di riappropriazione della gestione dei rifiuti attraverso un percorso di costruzione condivisa con la società civile, secondo i principi della convenzione di Aarhus, se il ‘ Piano Ganapini ’ ha già avuto luce? I Forum Provinciali diventano in tal modo solo uno strumento mediatico e di consenso.

Il Comitato Irpino Rifiuti Zero continuerà la sua attività di studio e informazione ma in modo serio e coerente con il concetto che dai Rifiuti Solidi Urbani si può e si deve ricavare materia prima, il Comitato fa appello alle altre associazioni e comitati provinciali a non aderire all’assemblea convocata per il 14 novembre.                

                                                                                                                    C.I.R.O.(comitato irpino rifiuti zero)

Salviamo la scuola pubblica, non i banchieri!

manifesto-17-novembre

“È possibile studiare l’Onda? Prenderne l’essenza, metterla in una provetta ed analizzarla in laboratorio? Se è «anomala» poi, diventa tutto più complicato scomporla, decodificarla, definirla.”

Come siamo arrivati dalla riforma Berlinguer, che ha aperto la strada alla devastazione della scuola pubblica, alla riforma (?) Gelmini passando per quella Moratti? Quali sono stati i passaggi chiave nel percorso della privatizzazione dei saperi che ha condotto ad amministrare il nostro sistema formativo con le stesse modalità di una azienda? Perché salvano le banche che speculano dalla crisi e tagliano il nostro futuro?

Cosa aspetta ai studenti irpini? Cosa comporta per le nostra scuole un taglio di fondi così netto?

ASSEMBLEA PUBBLICA

Salviamo la scuola pubblica, non i banchieri!

Introduce

Mario Guerriero (Sinistra Critica Avellino)

Intervengono

Adalgiso Amendola (professore ordinario filosofia del diritto Università di Salerno) Emanuele Ardolino (vicepresidente consulta provinciale) Carlo de Vincentis (segretario FLC CGIL)

Conclude

Flavia D’Angeli (portavoce Nazionale Sinistra Critica)

lunedì 17 novembre ore 17:00

Scuola Media “Francesco Solimena” entrata via De Concilii – AVELLINO

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