Assistiamo, ormai da giorni, al venire fuori della crisi del sistema mondiale. Una crisi che non nasce ora, ma che in questi giorni si mostra senza veli. Non lo scopriamo certo oggi che sono poche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese. Così come non scopriamo certo oggi che sempre poche sono quelle famiglie che non conoscono il dramma della disoccupazione e dell’emigrazione.
In passato ci era stato detto che il mercato libero, con una forma globale, avrebbe portato a tutti benefici sostanziali. Oggi ci ritroviamo a farci i conti in tasca per capire se possiamo o no comprare il pezzo di pane quotidiano, o se è meglio conservarci i soldi per un domani molto prossimo e altrettanto incerto. Come se non bastasse, al danno si aggiunge la beffa. Nonostante un portafogli sempre più vuoto, obiettivo primario di chi governa diventa sempre più lo stato sociale. Rendere i servizi sempre più insufficienti e costringere le persone a pagare sempre di più per poter usufruire di beni quali l’istruzione e la sanità, ma non solo.
Consideriamo una vera e propria presa in giro lo strumento della “social card”. 40 euro mensili dati alle famiglie con reddito inferiore a 6ooo euro e almeno 3 figli a carico. Come se 40 euro mensili consentano di arrivare a fine mese. Non fanno testo, ovviamente, gli sconti a cui la card dà accesso. Secondo la stima di Tremonti, solo il 5% della distribuzione nazionale ha aderito alla social card. Ovviamente resta un problema di fondo: i soldi da spendere per poter usufruire degli sconti. Dubitiamo che un reddito annuo di 6ooo euro e tre figli a carico diano modo di poter spendere oltre il necessario per sopravvivere.
Riteniamo anche irritanti le dichiarazioni apparse in questi giorni, in cui si indica come via migliore, per risolvere la crisi, quella dei consumi. Resta sempre lo stesso problema di fondo: i soldi da spendere.
Per questo sinistra critica ha avviato da qualche mese una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che porti ad un aumento sostanziale dei salari. Un aumento del tutto normale, dettato dal fatto che in questi anni abbiamo visto aumentare tutto: i prezzi dei prodotti di prima necessità e non, gli stipendi e le pensioni dei parlamentari, i guadagni dei grandi imprenditori che hanno causato questa crisi. Non abbiamo ancora visto aumentare i salari di chi è vittima di questa crisi. Di chi è costretto a più lavori quotidiani perché il primo è sottopagato, ma secondo legge, e gli altri sono sotto-sottopagati a nero. Basta con lo sfruttamento delle persone. Basta con gli stipendi da fame.
Domenica sarà la giornata nazionale della raccolta firme per la proposta di legge sul salario minimo a 1300 € e sul salario sociale. Ad Avellino ci troverete (come di consueto) a Corso Vittorio Emanuele (altezza Banca d’Italia) dalle ore 18:00 alle ore 20:30.
Consapevoli che una sinistra anticapitalista e di classe si ricostruisce solo nel vivo del conflitto sociale facciamo appello a tutte le forze e le persone della sinistra sul territorio irpino di costruire i comitati d’appoggio alla legge, di mettere a disposizione strutture e iniziative per raccogliere in questo fine settimana il maggior numero di consensi.
NON PAGHEREMO LA LORO CRISI!
Sicuri che il nostro appello non cadrà nel silenzio e nell’oblio vi abbracciamo calorosamente
i/le compagn* del collettivo di Avellino di SINISTRA CRITICA


"Vogliamo lavorare per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema che non può che passare per una messa in discussione dell'ordine capitalistico".
[Manifesto Programmatico]
PARTECIPA::MILITA::ADERISCI



Aderiamo convinti all’appello lanciato dai compagni di Sinistra Critca per la giornata nazionale della raccolta firme per la proposta di legge sul salario minimo a 1300 € e sul salario sociale. Rifondazione da anni si batte per misure di welfare che prevedano un reddito minimo di cittadinanza, esperimento ora a rischio anche in Campania e che invece va esteso a livello nazionale. Riteniamo quindi importante aderire all’iniziativa e rilanciare politiche in difesa dei salari dal caro vita. Imbarazzante e vergognosa la nuova forma di carità messa in atto dal governo Berlusconi, con una “social card” da 40 euro al mese, ulteriore schiaffo alla dignità di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.
Per questo anche noi domenica saremo ad Avellino al Corso Vittorio Emanuele dalle ore 18:00 alle ore 20:30.