Il 2008 volge a termine e diventa d’obbligo tirare le dovute somme, anche perché si è trattato di una anno ricco. Ricco di delusioni, di contraddizioni, di soddisfazioni ma anche di “normalizzazioni”.
Partiamo dalle delusioni. Ovviamente si cita il risultato elettorale: per la prima volta la sinistra è fuori dal Parlamento. Delusione peraltro annunciata perciò diventa incomprensibile lo stupore di alcuni; come si suol dire “ ‘o ssapevino pur’e criature!!!”. Ma resta, comunque, un dato poco felice. In questo risultato sono racchiuse tante contraddizioni. Ci sono quelle di una sinistra che aveva smesso di essere partito di popolo, una sinistra diventata fin troppo avanguardista ( a modo suo), quasi fosse portatrice di una verità assoluta incomprensibile ai più, in quanto, intellettualmente e politicamente inferiori. Quasi il Loro approccio era “io ho ragione è inutile che ti spieghi, devi fare quello che dico io”, il popolo di sinistra, nella sua inferiorità, non ha compreso ed ha bocciato! Ben venga il libero arbitrio e la capacità di usare la propria coscienza. Peccato che alcuni a sinistra persistano in questa impostazione…vabbè contenti loro.
Tra le contraddizioni si può includere anche la questione De Mita, che al pari di tante questioni ben più note, in Irpinia possiede un ruolo importante. Il PD lo esclude (lode e merito a Veltroni), l’Irpinia comincia a mollarlo, piano piano, eppure per le prossime amministrative, tutte le forze politiche, sono ancora con il fiato sospeso. Si sa, finchè non si muove lui, tutto è possibile e pensabile, dopo di che i giochi sono belli e fatti; con buona pace degli accordi elettorali tra le varie fazioni, dei programmi politici, dei comizi, ecc.ecc. Saranno telefonate private ai cittadini ad indirizzare il loro voto. Anche se c’è da dire che qualcuno ha già cominciato a fare il giro delle persone per portare omaggi alla famiglia e “consigli per gli acquisti”…com’è piccola la città caro sindaco.
Ma passiamo alle soddisfazioni e alle “normalizzazioni”. Tra queste ultime introduciamo il tentativo da una parte della sinistra di ovviare al suo avanguardismo sterile ed ipocrita. Buona parte della sinistra ha ripreso a parlare con le persone e a stare in mezzo a loro. Anzi, buona parte della sinistra, ha cominciato a ricordare che non esistono un “loro” per il popolo elettore e un “noi” per il popolo eletto. Bisogna riappropriarsi appieno del pensiero che vuole l’elettore e l’eletto come un’unica entità indivisibile. Purtroppo non si può fare questo ragionamento con tutta la sinistra italiana. C’è chi è invaso da una arroganza mistica che lo spinge verso un delirio di onnipotenza talmente accecante per cui il “noi” e il “loro” diventano d’obbligo. Ma non solo. Come ogni delirio anche questo porta molta stupidità e non senso. Pensiamo all’Isola dei Famosi, a Piero Sansonetti e alla sua gestione scandalistica (nel senso di indirizzo editoriale) del “suo” giornale, ma pensiamo anche ai tanti “compagni” per cui “in questo momento storico è giusto allearsi col PD”. Insomma come volersi alleare con PSI o DC nel ’92. Volendo solo prender in considerazione l’aspetto giudiziario. Detto ciò tra le soddisfazioni va annoverata sicuramente la capacità congiunta di riprendere il dialogo con PRC. Con quella parte sana, ovviamente. Quella parte che riconosce i propri errori e vuole ripartire per costituire quel grande “noi” inevitabile in questa piena crisi del capitalismo che lo mette a nudo.
Ma tra le soddisfazioni, e qui parliamo a nome del collettivo irpino, va incluso il grande lavoro svolto in un anno difficile che ci ha visti costretti a rialzarci tante volte. Un lavoro che ha portato tanti ragazzi a riavvicinarsi alla politica o a non considerarla solo come un strumento utile ai più per fare i propri porci comodi. Poi ci sono tutte quelle persone che incontriamo ogni fine settimana ai nostri banchetti. Quelle persone che sembrano fermarsi con la scusa della firma, ma che vogliono soprattutto scambiare due parole. Analizzare il quadro politico, affrontare le divergenze, esporre la propria opinione. Per non parlare di chi, classe ‘19 o ’24 o ’30, che firma e poi ti guarda commosso mentre ti dice “io alla tua età stavo male, ma tu stai peggio”. Ecco, il capitalismo selvaggio ci ha privati anche della classica litania “quand’ero giovane io …ecc.ecc”. Oggi le persone anziane sembrano ringraziare chissà chi per essere stati giovani in altri tempi.
Ma per non essere i soliti comunisti pesanti che parlano solo di politica e contraddizioni del capitalismo, tra le soddisfazioni mettiamo anche il ripescaggio dell’Avellino in serie B, per la prima volta nel nuovo millennio riusciamo a fare due campionati di fila di serie cadetta. Per non parlare dei meravigliosi risultati ottenuti dall’AIR.
Senza dilungarci troppo concludiamo evitando i buoni propositi di rito per l’anno nuovo. La strada è stata tracciata. Gli obiettivi sono ben chiari. Proseguiamo nei nostri intenti, consapevoli degli errori commessi, ma anche dei risultati ottenuti INSIEME.
marco
Da domani sul nostro banchetto troverete il nuovo numero (31) di ERRE – Resistenze Ricerche Rivoluzioni (





"Vogliamo lavorare per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema che non può che passare per una messa in discussione dell'ordine capitalistico".
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