Archivio per Febbraio 2009

Incontro PRC-SC

Oggi 27 febbraio 2008 presso i locali della federazione del partito della Rifondazione comunista si sono incontrate le delegazioni del PRC e di Sinistra Critica in vista delle elezioni provinciali per il prossimo giugno.

Massima convergenza sui tre punti programmatici messi sul tavolo: ecologismo (provincializzazione e progettazione di un nuovo metodo di gestione del ciclo integrato dei rifiuti), infrastrutture (far riacquistare prestigio alla provincia e riportarla al centro dello sviluppo meridionale) e lavoro (difesa di tutti gli impianti e di tutti i lavoratori).

C’è la volontà di concretizzare le varie esperienze maturate sul territorio nella costruzione di una lista comune a partire dal simbolo di rifondazione, perché per uscire da sinistra a questa crisi strutturale crediamo fortemente nella costruzione di un soggetto unitario forte e rinnovato. Noi pensiamo a una sinistra anticapitalista, ecologista, comunista e femminista; non per assemblare indistintamente soggettività diverse ma per trovare insieme un quadro unitario di riferimento e un comune progetto di lavoro.

TONY DELLA PIA Per la federazione provinciale del PRC

MARIO GUERRIERO Coordinamento provinciale SINISTRA CRITICA

QUALE PROSPETTIVA A SINISTRA?

5-3-09

La sinistra tutta sta discutendo del suo futuro, spesso in modo scomposto e opportunista. Per parte nostra vogliamo provare a offrire una riflessione di merito, indicando quali sono, secondo noi, prima ancora che i contenitori o le formule le idee su cui deve camminare la costruzione, da capo e su basi realmente inedite, di una nuova sinistra.

Ne dscuteremo insieme giovedì 5 marzo alle ore 18:00, al centro sociale Samatha della Porta di Avellino con Mario Guerriero e Tony Della Pia del comitato di reggenza del partito della Rifondazione Comunista. Le conclusioni saranno affidate a SALVATORE CANNAVO’ ex parlamentare e membro del coordinamento nazionale di SINISTRA CRITICA.

DISPONIBILI AL DIALOGO, MA ALLA PARI CON GLI ALTRI

La consultazione delle forze di sinistra non può avvenire escludendo qualcuno, tantomeno quando questi sono protagonisti attivi della vita politica e sociale della città e della Provincia. Ma sull’argomento preferiamo passare oltre, andare direttamente alle cose pratiche.

Da sempre ci siamo mostrati disponibili ad un confronto serio sulle questioni programmatiche come alla città capoluogo dove sosteniamo la bontà del progetto del centro sinistra alternativo con la formazione di una lista comunista autonoma e forte capace di essere protagonista, e non spettatrice passiva, della sfida che lanciamo sia alle destre che al PD. Non ci siamo mai rifugiati nella presunzione di essere possessori di verità scandendo in un settarismo che porta alla morte, anzi abbiamo cercato sempre di fare un passo indietro pur di allargare l’orizzonte visivo e la capacità di contaminarsi con altre esperienze.

Per questo non si pensi di voler stringere rapporti con noi solo gli ultimi giorni. Non si pensi di ricucire una frattura, che c’è ed evidente, quando i tempi stringono. Non si pensi di poter annetterci e offrirci “asilo politico” nelle proprie liste. È inimmaginabile pensare di lasciar passare tempo prezioso nella speranza che un eventuale accordo per le europee, con annesso simbolo unico, ricada a cascata sui territori obbligandoci ad accettare qualsiasi tipo di alleanze. Noi abbiamo una nostra autonomia e dignità.

Ad Avellino, a quanto sembri, tra la sinistra di classe e comunista e il partito democratico non c’è nessun rapporto e nessuna volontà di intesserlo per questo la formazione di una lista anticapitalista è più facile e fattibile che in altre parti del Paese. Per questo vogliamo confrontarci sui contenuti e mettere in campo iniziative che materializzano le nostre idee, spesso coincidenti. Siamo chiamati ad immettere nella vita politica di questa terra un surplus di energie contro la regia bipartisan di ridurre l’Irpinia ad una terra dormitorio, dove depositare i rifiuti di Napoli. Siamo sicuri che la sinistra sarà capace di tutto ciò, rifondazione comunista in primis.

ECCO PERCHE’ NON POSSIAMO TORNARE IN RIFONDAZIONE COMUNISTA

“ […]per dirla senza giri di parole, il PRC continua ad essere in troppe giunte (basti pensare a quelle calabresi e campane) e ha già avviato trattative per la continuazione o inaugurazione di esperienze di governo su una linea minimalista e frontista che è la stessa degli ultimi anni. La svolta a sinistra nella maggioranza dei territori non c’è. C’è un continuismo che nella attuale situazione si configura come una vera e propria svolta destra.”

Ramon Mantovani

È chiaro che la domanda di unità del popolo della sinistra anticapitalista è sempre più pressante, come è chiaro che questo arcipelago di partitini non serve assolutamente a niente, anzi crea solo confusione nell’elettorato e ingrossamento dei consensi di Di Pietro. Ma la proposta di ritornare a rifondazione comunista e ripartire da lì per creare una sinistra anticapitalista moderna e dinamica è pura retorica e soprattutto fantasia. La frase con cui inizio questa mia “analisi” è di Ramon Mantovani, noto dirigente del PRC (a mio avviso uomo lucido e razionale, compagno straordinario, l’unico che merita di dirigere quel partito), estrapolata dalla lettera che lui ha inviato alla maggioranza uscita vincitrice dal congresso di Chianciano. A dire la verità bisognerebbe riportare molti passi, io vi consiglio di leggerla tutta [Lettera aperta alla maggioranza di Chianciano.]

È evidente di come a sinistra l’unico chiarimento possibile prima di innescare meccanismi di unità, o annessioni come vorrebbe qualcuno come Claudio Grassi, è il governo locale e le varie esperienze. L’ultimo dato, quello della Sardegna, è inequivocabile: il centrosinistra, così come lo abbiamo conosciuto dal 1996 ad oggi, è morto. Noi non avevamo dubbi da molto tempo ma le ultime due o tre batoste elettorali (Roma, Abruzzo, Sardegna) lo dimostrano con disarmante chiarezza.  È chiaro quindi come non vanno ricercati nuovi stimoli e collanti con il PD ma bisogna ricostruire dei legami forti e duraturi con la base, ricostruire una fiducia reciproca che da tempo non c’è più. Fiducia che rinasce anche guardando all’operato “istituzionale” di rifondazione sul territorio. Io mi chiedo come un operaio, uno studente, un elettore possa fidarsi di un partito che partecipa alla spartizione di potere in Campania e in Calabria, o che a Bologna non esita a mettere alla porta il suo segretario pur di allearsi con il PD; lo stesso PD che appoggia Cofferati a cui il PRC ha sempre fatto opposizione negando la fiducia. Come si fa a credere ad un partito con “organismi dirigenti composti pesantemente da persone direttamente o indirettamente dipendenti, dal punto di vista del reddito, dagli “istituzionali”. Decine di circoli con numeri spropositati di iscritti che si schierano come un sol uomo in occasione del congresso passando da una mozione all’altra sulla base della convenienza dell’istituzionale di turno, ma che spesso non svolgono alcuna attività politica fra un congresso e l’altro che non sia connessa alla visibilità e al prestigio dell’istituzionale di riferimento. Patti trasversali fra istituzionali interni ed esterni al partito e lotte fra diverse fazioni con l’unico scopo di assicurarsi il controllo degli organismi preposti a prendere le decisioni circa le alleanze elettorali e soprattutto a condurre le trattative per la spartizione di decine e decine di posti ben pagati nella pletora di enti di seconda nomina. Pratica diffusa di raccomandazioni di ogni genere allo scopo di costruire pacchetti di voti da usare alle elezioni, o addirittura allo scopo di far transitare persone, alla bisogna, dalla minoranza alla maggioranza nella direzione locale del partito.” (anche questo inciso è di Ramon Mantovani).

Io personalmente non sono così drastico nella chiusura a Rifondazione, tra l’altro credo che bisogna aprirsi e prendere la sfida delle europee accettando la proposta del PRC, ma da qui a prospettare un rientro ci vedo un abisso. Sciogliere una esperienza importante come Sinistra Critica e rituffarci, in questo momento, di nuovo nel calderone del nostro ex partito significa suicidarsi, buttare a mare tutto il percorso fatto fin qui, perdere il nostro straordinario patrimonio di giovani che si avvicinano per la prima volta o riavvicinano alla politica grazie alla nostra azione e presenza. Ripeto non sono drastico nella chiusura, auspico un percorso comune che porti alla ricongiunzione nel minor tempo possibile, ma con punti chiari e discontinuità nella gestione. Non è un problema di nome e simbolo, per me il nuovo partito anticapitalista si può chiamare anche rifondazione comunista a patto che sia nuovo dentro, nuovo di idee, contenuti,  pratiche e uomini. Non si può chiedere unità senza aver tratto un bilancio della propria storia, dei motivi della rottura e della degenerazione interna.

Se si pratica realmente la svolta a sinistra descritta nel documento di Chianciano l’unità sarà automatica. E ci spero con tutto il cuore.

Mario Guerriero

COMITATO DI LOTTA Operai ex Isochimica

Da tre mesi rivendichiamo i nostri diritti calpestati da circa venti anni, le iniziative organizzate ad oggi iniziano a dare risultati positivi,infatti,la nostra capacità di mobilitazione,ha determinato che l’assessore Regionale Alla Sanità On. Angelo Montemarano rispondendo ad un’interrogazione presentata dall’On. Vito Nocera capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista,si assumesse, per conto della Giunta Regionale, le responsabilità inerenti l’applicazione delle leggi vigenti in materia di VIGILANZA SANITARIA.
Indubbiamente, dei passi in avanti sono stati fatti, ma non basta, quindi siamo determinati a continuare la lotta perché:
1. Le certezze dell’assessore alla sanità diventino fatti e nei tempi brevi indicati dallo stesso;
2. Le visite mediche siano praticate a tutti i lavoratori in modo COSTANTE e DURATURO;
3. I risultati dell’indagine sanitaria siano comunicati immediatamente ai diretti interessati;
4. Le istituzioni riconoscano a quanti dovessero essere portatori di patologie derivanti all’esposizione all’amianto, il giusto risarcimento in termini previdenziali, in considerazione del fatto che le commesse erano appaltate direttamente dalle Ferrovie dello Stato.
Su questa piattaforma estendiamo la lotta e, chiediamo il sostegno delle forze politiche, delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni, delle cittadine e dei cittadini invitandoli ad una

PUBBLICA ASSEMBLEA
VENERDI 20 FEBBRAIO 2009 ALLE ORE 18.00
CENTRO SOCIALE “SAMANTHA DELLA PORTA“ DI AVELLINO

Presentazione ricerca IRES-CGIL sull’Irpinia

beata innocenza…

gasparri-31

…spesso in Parlamento approviamo leggi che, stesso noi parlamentari, non capiamo cosa dicano…”

(M. Gasparri a PORTA A PORTA, 10-02-2009)

storie d’amianto

Appello per la legge sul salario minimo

Appello di Cremaschi, Leonardi e Tomaselli a firmare e sostenere la legge di iniziativa popolare promossa da Sinistra Critica per l’istituzione di un Salario minimo intercategoriale (Smic). Servono 50.000 firme e il tempo stringe!

Il 7 e 8 febbraio Smic-days in più di 40 città

Raccolta firme per l’introduzione dello Smic a 1300 euro in dirittura d’arrivo!

Superate le 40.000 firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare per l’introduzione di un Salario Minimo Intercategoriale di 1300 euro netti al mese e di un Salario Sociale di 1000 euro, Sinistra Critica organizza due giornate nazionali di banchetti per sabato 7 e domenica 8 febbraio. L’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per la presentazione della prima legge di sinistra in un parlamento di destra privo di opposizioni reali diventa ogni giorno più vicino, anche se la campagna continua a pieno ritmo per raggiungere la “soglia di sicurezza” che renderebbe certa la presentazione della legge.

Il prossimo week-end i militanti e le militanti di Sinistra Critica saranno presenti con gazebo e banchetti in più di 40 città, dando vita ad un’iniziativa politica che partendo da una rivendicazione concreta denuncia quale sia la reale “emergenza sicurezza” del Paese, quella della crisi economica che già pagano ile lavoratoritrici, ile precarie, ile migranti, ile giovani….

Mentre il governo delle destre, con la complicità del Pd, cercano di scaricare il malcontento sociale contro ile migranti, noi continuiamo a dire che “la vera sicurezza è arrivare a fine mese” e che lavoratoritrici italianie e migranti sono sulla stessa barca e devono battersi perché la crisi sia pagata da chi l’ha generata arricchendosi come non mai: imprenditori, speculatori e banchieri.

In Provincia di Avellino:

SABATO 7

Avellino dalle ore 10:00 alle 13:00 a piazza Kennedy

DOMENICA 8

Lioni dalle ore 10:00 alle 13:00 al mercato comunale

Avellino dalle ore 17:30 alle 20:00 a Corso Vittorio Emanuele

Facciamo appello a tutti i compagni e le compagne, chiediamo come ultimo sforzo di sostenere attivamente la campagna, pubblicizzandola e lavorando con noi, ove è possibile, ai banchetti. Lanciamo un appello anche a tutta la sinistra avellinese di aiutarci in questa battaglia per il lavoro e di creare da qui la base per quell’unità dei comunisti che da molte parti viene invocata. Senza settarismi ma nella pratica quotidiana costruiamo una sinistra nuova e rafforzata.

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