Troviamo scandalose le dichiarazione del ministro Gianfranco Rotondi che questa mattina, all’inaugurazione di Exporienta, ha asserito che i nostri giovani devono avere il coraggio di cercare il lavoro dove questo c’è. L’invito ad emigrare e abbandonare Avellino mostra l’evidente incapacità del ministro Rotondi e di tutto il governo Berlusconi di offrire risposte concrete alla crisi economia di questi tempi ma anche alla crisi strutturale delle aree interne del meridione. Certo non c’era da aspettarsi molto da chi nato ad Avellino preferisce farsi eleggere a Milano in posizione blindata senza fare mai i conti con la gente d’Irpinia, con i drammi che quotidianamente vive.
Le occasioni di lavoro vanno create in Irpinia; i nostri giovani devono restare e avere le opportunità e i mezzi necessari per farlo. Non è possibile che le nostri migliori menti siano condannate alla giogo dei soliti padroni del nord.
Ai giovani noi preferiamo invitarli a rimane qui a mettere in campo il loro talento, le loro forze, la loro passione, il loro coraggio che servirà a riscattare questa terra umiliata da questi politici.

"Vogliamo lavorare per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema che non può che passare per una messa in discussione dell'ordine capitalistico".
[Manifesto Programmatico]
PARTECIPA::MILITA::ADERISCI



Non ero al corrente, affermazioni vergognose!
PDL: ROTONDI, PER NUMERI E COLLOCAZIONE (al governo permanente) PRENDE IL POSTO DELLA DC (se lo dice lui!)
(ASCA) – Roma, 26 marzo 2009 – Il Pdl come la Dc. Non ha dubbi ne’ remore Gianfranco Rotondi – gia’ segretario della Democrazia cristiana per le autonomie e ministro dell’Attuazione per il programma di governo – nel collocare e definire il nuovo partito che nascera’ domenica prossima alla Fiera di Roma.
Rotondi lo sostiene con forza, ”per numeri elettorali e per la collocazione in Europa il Partito della Liberta’ prende il posto della Dc”.
Rotondi spiega all’Asca innanzitutto di arrivare al congresso della nuova formazione politica con un importante titolo, quello, riconosciuto dal tribunale, di ”ultimo segretario della Dc. Con me si e’ chiusa la storia del piu’ grande partito italiano”. Una cosa di cui Rotondi si sente particolarmente orgoglioso e che arriva alla fine di un lungo periodo di ”fughe generalizzate di tutti”, con ”la nascita di terzi poli, con spostamenti a sinistra, con scissioni”.
Un grande partito, la Democrazia cristiana, messo all’angolo negli anni dalle vicende giudiziarie prima e politiche poi. Ebbene, sottolinea il ministro, ”credo di avere fatto un piccolo miracolo: ho sdoganato la Dc! Fino a qualche anno fa era una parola impronunciabile, oggi invece la Dc e’ tornata”.
A questo punto, continua il suo ragionamento Rotondi, si avvicinano le elezioni europee ”alle quali speriamo di portare, nel Pdl naturalmente, il piu’ possibile voti democristiani”. L’obiettivo, dice il ministro, e’ quello di ”portare il nuovo partito alle quotazioni elettorali della migliore Dc”.
E’ un continuo riferimento a quello che fu il partito di De Gasperi, Moro, Andreotti. ”Il Pdl – dice Rotondi – lo dobbiamo immaginare come se la Dc di una volta avesse deciso di allargarsi al Movimento sociale, al Partito socialista, al Partito liberale. Se la Democrazia cristiana avesse fatto questo avrebbe la quotazione elettorale del nuovo partito”.
Un risultato, in termini di consenso, che Berlusconi avvicina al 42-43%.
Insomma, ne e’ certo Rotondi, ”nella Storia, quella che non si fa guidare dai quotidiani di regime, si dira’ che il popolarismo italiano e’ stato rappresentato dalla Dc e che poi, dopo una pausa di qualche tempo, il suo posto e’ stato preso da Silvio Berlusconi, prima con Forza Italia e poi con il Popolo della Liberta”’. Rotondi non ha quindi alcun dubbio, il Pdl rappresenta ”la continuita’ ideale e culturale” della vecchia Democrazia cristiana.
Il ministro parla poi della configurazione della nuova formazione politica, che vede ovviamente Forza Italia e Alleanza Nazionale fare la parte del leone. Anche la presenza dei piccoli partiti ha un suo significato, assicura.
”Abbiamo formato – spiega Rotondi – un cartello dei partiti minori, che va dai democristiani di Rotondi ai socialisti di Caldoro alla destra di Mussolini. Mescolando destra e sinistra abbiamo formato una componente politica del Pdl, cosi’ come lo sono Fi e An. Una componente – conclude con una certa soddisfazione – pari al 10% del congresso”.
Rotondi: “Cercare lavoro dove c’è”
E sinistra critica attacca il ministro
“Non ho ricette esatte per risolvere l’attuale crisi in Italia, di sicuro però il futuro è nelle mani dei giovani che oggi affollano i saloni di Exporienta. La qualità della formazione e soprattutto l’incontro tra domanda e offerta di lavoro possono incidere profondamente nella ripresa economica del territorio locale”. Con queste parole, il Ministro per l’Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, ha inaugurato ieri mattina la tre giorni di Exporienta 2009.
E ieri pomeriggio Nel pomeriggio, alle ore 16, si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Gestire la crisi. Quale 2009 per le famiglie e le imprese?”, i cui lavori sono stati conclusi Gianfranco Rotondi, Ministro per l’Attuazione del programma di Governo. Alla tavola rotonda hanno preso parte esponenti del mondo del lavoro, delle associazione di categoria e delle sigle sindacali presenti sul territorio.
E sull’intervento del ministro Rotondi interviene Sinistra Critica di Avellino: “Troviamo scandalose le dichiarazione del ministro Gianfranco Rotondi che questa mattina, all’inaugurazione di Exporienta, ha asserito che i nostri giovani devono avere il coraggio di cercare il lavoro dove questo c’è. L’invito ad emigrare e abbandonare Avellino mostra l’evidente incapacità del ministro Rotondi e di tutto il governo Berlusconi di offrire risposte concrete alla crisi economia di questi tempi ma anche alla crisi strutturale delle aree interne del meridione. Certo non c’era da aspettarsi molto da chi nato ad Avellino preferisce farsi eleggere a Milano in posizione blindata senza fare mai i conti con la gente d’Irpinia, con i drammi che quotidianamente vive.
Le occasioni di lavoro vanno create in Irpinia; i nostri giovani devono restare e avere le opportunità e i mezzi necessari per farlo. Non è possibile che le nostri migliori menti siano condannate alla giogo dei soliti padroni del nord.
Ai giovani noi preferiamo invitarli a rimane qui a mettere in campo il loro talento, le loro forze, la loro passione, il loro coraggio che servirà a riscattare questa terra umiliata da questi politici.“
ottopagine del 26 marzo 2009