Quest’anno la giornata della memoria si “arricchisce” di una particolare proposta di legge presentata alla Camera dei deputati il 23 giugno 2008:
Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra
La nascita dell’ Ordine del Tricolore è rivolta indistintamente a tutti i cittadini che hanno combattuto nella II Guerra Mondiale.
Parificando i combattenti partigiani della Guerra di Liberazione dal Nazi-Fascismo con i combattenti fascisti della Repubblica Sociale, si commette a nostro avviso, una smisurata ingiustizia.
I partigiani sono stati in quei tristi giorni i veri promotori di libertà e democrazia, elementi fondanti del nostro ordinamento repubblicano.
Non è infatti accettabile quanto riportato nell’introduzione della proposta di legge in merito ai
“molti combattenti,giovani o meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e « imperiale» del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente; altri, maturati dalla tragedia in atto o culturalmente consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono con la parte avversa, « liberatrice», pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria.”
Non reputiamo affatto questa proposta di legge coerente con il clima di riappacificazione post-bellica. La spinta alla concordia e al rispetto tra tutti i cittadini non implica il silenzio e l’oblio né per le atrocità compiute dai combattenti fascisti nè per il loro convincimento profondamente antidemocratico.
Diventa a dir poco RIDICOLO concedere a costoro “un’alta attribuzione onorifica, cioè l’appartenenza all’Ordine del Tricolore “ e ancor di più “un miglioramento economico, doveroso per chi ha dato tanto per la propria Patria”.
La nostra città non ha vissuto la liberazione partigiana ma ha contribuito con molti suoi cittadini alla lotta contro il Nazi-Fascismo e questo non può essere sottovalutato. Si rischierebbe di scadere nel grottesco se, dopo aver riconosciuto il notevole contributo di personaggi come Giovanni Palatucci, si passasse a concedere un qualsivoglia merito a coloro che avversò, pagando con la deportazione e la morte.
La precedente proposta di legge è consequenziale al clima di revisionismo che si sta consolidando in Italia e ad un clima politico senza precedenti che rende fortemente attuali i fondamenti costitutivi dell’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
Mai nella storia post bellica italiana si è dovuto riaffermare con tanto vigore la funzione fondante che i partigiani ebbero e ciò ha spinto tanti cittadini ad impegnarsi per l’apertura a breve di una sede ANPI anche qui ad Avellino.
PRC Circolo “E. Che Guevara” Avellino
Collettivo Sinistra Critica Avellino
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