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LA LOTTA PAGA

All’indomani delle grandi manifestazioni del 25 Aprile, Silvio Berlusconi ha annunciato che la proposta di legge 1360 che intendeva equiparare partigiani e deportati ai repubblichini “sarà certamente ritirata”, aggiungendo di non saper nulla di questa legge. L’ANPI saluta con soddisfazione questo passo.

La nostra festa ha avuto anche questo successo…

NON CAMBIARE LA STORIA… CAMBIA IL PRESENTE!

25 aprile 1945- 25 aprile 2009. Oltre sessant’anni dalla lotta per la Liberazione dell’Italia dal nemico nazi-fascista. La Resistenza ci ha consegnato l’Italia liberata. La Resistenza ci ha portato alla Repubblica.

Festeggiare il 25 aprile vuol dire ringraziare tutti quei cittadini italiani che decisero di dare la vita per consegnare a noi generazioni future un’Italia libera e democratica. A noi spetta ora il dovere di ricordare e tutelare i sacrifici fatti dai nostri concittadini.

Festeggiare il 25 aprile, oggi, vuol dire opporsi con forza e coscienza ai tentativi fatti da chi, in nome di un falso revisionismo storico, tenta di denigrare la memoria e i sacrifici di molti nostri concittadini. Perché è vero che i treni arrivavano in orario, ma è vero anche che con altrettanta puntualità la violenza e la barbarie di quel regime si scagliavano sui cittadini italiani.

Festeggiare il 25 aprile vuol dire soprattutto opporsi drasticamente al ddl n.1360 e al suo tentativo di equiparare i martiri della Resistenza ai repubblichini di Salò. Una manovra revisionista che ha come unico intento quello di legittimare oltre 20 anni di dittatura.

Festeggiare il 25 aprile vuol dire sentirsi liberi e riconoscere i propri diritti di essere umano.

Partecipa alla giornata della Liberazione!

Stand informativi ore 9.00 e oltre

Dibattito pubblico ore11.30

Musica ore 17.00 e oltre

Villa comunale di Avellino (in caso di pioggia,auditorium scuola media F.Solimena)

PRC-SC: CON L’ANPI NEL RISPETTO DELLA STORIA D’ITALIA.

Quest’anno la giornata della memoria si “arricchisce” di una particolare proposta di legge presentata alla Camera dei deputati il 23 giugno 2008:

Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra

La nascita dell’ Ordine del Tricolore è rivolta indistintamente a tutti i cittadini che hanno combattuto nella II Guerra Mondiale.

Parificando i combattenti partigiani della  Guerra di Liberazione dal Nazi-Fascismo con i combattenti fascisti della Repubblica Sociale, si commette a nostro avviso, una smisurata ingiustizia.

I partigiani sono stati in quei tristi giorni i veri promotori di libertà e democrazia, elementi fondanti del nostro ordinamento repubblicano.

Non è infatti accettabile quanto riportato nell’introduzione della proposta di legge in merito ai

“molti combattenti,giovani o meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e « imperiale» del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente; altri, maturati dalla tragedia in atto o culturalmente consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono con la parte avversa, « liberatrice», pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria.”

Non reputiamo affatto questa proposta di legge coerente con il clima di riappacificazione  post-bellica. La spinta  alla concordia e al rispetto tra tutti i cittadini non implica il silenzio e l’oblio né per le atrocità compiute dai combattenti fascisti nè per il loro convincimento profondamente antidemocratico.

Diventa a dir poco RIDICOLO concedere a costoro “un’alta attribuzione onorifica, cioè l’appartenenza all’Ordine del Tricolore “ e ancor di più un miglioramento economico, doveroso per chi ha dato tanto per la propria Patria”.

La nostra città non ha vissuto la liberazione partigiana ma ha contribuito con  molti suoi cittadini  alla lotta contro il Nazi-Fascismo e questo non può essere sottovalutato. Si rischierebbe di scadere nel grottesco se, dopo aver riconosciuto il notevole contributo di personaggi come Giovanni Palatucci, si passasse a concedere un qualsivoglia merito a coloro che avversò, pagando con la deportazione e la morte.

La precedente proposta di legge è consequenziale al clima di revisionismo che si sta consolidando in Italia e ad un clima politico senza precedenti che rende fortemente attuali i fondamenti costitutivi dell’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Mai nella storia post bellica italiana si è dovuto riaffermare con tanto vigore la funzione fondante che i partigiani ebbero e ciò ha spinto tanti cittadini ad impegnarsi per l’apertura a breve di una sede ANPI anche qui ad Avellino.

PRC Circolo “E. Che Guevara” Avellino

Collettivo Sinistra Critica Avellino

ECCO I PACIFICI RAGAZZI DEL BLOCCO

NO COMMENT

NON E’ CHE L’INIZIO…

Le manifestazioni sono la massima espressione di un dissenso da parte di soggetti sociali che rifiutano logiche autoritarie, riforme (o pseudo tali) calate dall’alto a colpi o di manganello come nel caso del Formicoso o con altri metodi repressivi come il 5 in condotta nel caso della scuola.

Abbiamo assistito ad una bella manifestazione studentesca, partecipata, che ci lascia ben sperare. E poco importa se in piazza cerano mille, duemila o anche solo cinquanta persone. Quello che ci interessa è che per la prima volta dopo anni ad Avellino i giovani hanno avuto un approccio politico e non puerile al problema della scuola pubblica. Finalmente è finito quel meticciato orrendo che ci ha portato a fare manifestazioni in cui erano pochi gli slogan politici e molti quelli offensivi, squallidi. Manifestazioni che servivano a perdere il giorno di scuola e a ballare per strada.

Chi oggi ha sfilato ha capito che la riforma della scuola va ad inserirsi in un quadro più ampio di distruzione dello stato sociale come lo abbiamo conosciuto. Non a caso le quattro tappe della manifestazione, in cui sono stati compiuti gesti simbolici (il lancio di palloni rossi, il taglio delle carte Io Studio, la coriandolata di giornali) parlavano delle devastazioni ambientali, del costo esagerato della vita, dei tagli all’editoria pubblica che comprometterà la vita di molti quotidiani che rappresentano una voce libera in Italia, della libertà e dell’antifascismo. Insomma si è ricominciato a fare politica con la P maiuscola.

Peccato che certe volte il protagonismo sfrenato di pochi rovini anche quel lavoro unitario della sinistra che si era avviato, a partire dal problema della scuola, in questo ultimo mese in città. A loro le sconfitte non insegnano nulla, per loro bastano le telecamere.

Resta comunque una giornata importante, la prima di una serie di mobilitazioni contro  governo e padroni che avranno alla lunga i suoi frutti. NON E’ CHE L’INIZIO…

Adesioni ANPI

Domani, venerdì 26, dalle ore 20:00 e sabato 27, dalle ore 18:00, ci troverete al  Convitto Nazionale “P.Colletta” in Corso Vittorio Emanuele ad Avellino nell’ambito della manifestazione” INCONTRI DEL CENTROSINISTRA ALTERNATIVO PER AVELLINO” promossa da PRC-PdCI-SD-libera città con un nostro banchetto per la raccolta delle adesioni all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

APPELLO PER L’ADESIONE ALLA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

Pubblichiamo la lettera-appello che abbiamo inviato, insieme ai compagni del circolo “Che” Guevara di Rifondazione Comunista, a tutti gli organi d’informazione compresi Liberazione e Il Manifesto inseguito alla vergognosa commemorazione della RSI l’8 settembre da parte di gruppi fascisti.

APPELLO PER L’ADESIONE ALLA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

La città di Avellino è stata turbata da un episodio inquietante: la profanazione del Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale con uno striscione osannante la Repubblica Sociale Italiana. Questo episodio si inserisce in un clima di revisionismo rilanciato dalle parole del sindaco di Roma Alemanno e poi del ministro della Difesa La Russa. In occasione della commemorazione dell’8 settembre, nel 65esimo anniversario dell’Armistizio, il ministro dichiara “Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della RSI, soggettivamente e dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria…” In realtà la stessa Divisione Nembo, in seguito disciolta nel costituendo Gruppo di Combattimento Folgore, all’indomani dell’Armistizio era divisa nel proprio interno e soltanto pochi di quei soldati aderirono alla RSI sotto il diretto comando tedesco,contrastando l’avanzata degli anglo-americani e l’azione dei partigiani.

La difesa della patria non può essere confusa con la difesa di un regime autoritario e razzista, ancor meno da un ministro della Repubblica Italiana la cui costituzione è fondata sull’antifascismo.

Assistiamo ancora una volta al tentativo di riabilitazione del Fascismo e del suo epilogo nella RSI da parte della destra al governo e al tentativo di screditare e di infangare la Resistenza, favorendo in tal modo il rinvigorisi di gruppuscoli neofascisti, che fin’ora erano rimasti nell’ombra. Le squallide cacce agli immigrati, le impronte digitali, il sessismo sfrenato non sono nient’altro che atti figli di questa cultura e clima politico.

Il grave episodio verificatosi in città, preoccupante per il contesto politico nel quale è avvenuto, richiede una reazione immediata da parte di tutti coloro che credono nel valore della democrazia, a partire dal Primo Cittadino.

Lanciamo un appello a tutta la società civile per l’adesione in massa all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia perché crediamo che soltanto attraverso la memoria e l’informazione si può contrastare questa deriva revisionista.

Sinistra Critica Avellino

Circolo PRC “E.Che Guevara” Avellino