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Festa Anticapitalista – Roma – 26-29 Giugno 2009

Giardini Persiani Nuccitelli – Pigneto
Sabato 27 giugno, dibattito con Olivier Besancenot

Programma
Venerdì 26
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Creazione di una favola animata con i bambini
Spettacolo di burattini
Spettacolo di giocoleria

19.00 dibattito: Roma città aperta. Per un’opposizione politica e sociale alla giunta Alemanno.
Coordina: Giulio Calella
Intervengono: Andrea Alzetta (consigliere comunale, Action), Paolo Berdini (urbanista), Antonio Ardolino (Usi-ait), Elisa Coccia (esponente del movimento lgbt), Silvia Coppola (Comitato quartiere Pigneto-Prenestino), Csoa ex Snia
Conclude: Armando Morgia (Sinistra Critica)
Sono invitate a partecipare le realtà di movimento e le associazioni del quartiere Pigneto-Prenestino.

20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “L’ospite inatteso”, film di Thomas McCarthy

21.00 Spettacolo teatrale di Andrea Maurizi in “Sangue dal naso [scuola Diaz - Genova 2001]”

22.30 Concerto Musica Jazz con gli Short’s monday night Orqestra, diretta da Marco Omicini

Sabato 27
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Laboratorio di costruzione di strumenti musicali con materiale da reciclo.

18.30 dibattito: Contro il G8 della crisi. Per una sinistra anticapitalista europea.
Intervengono: Olivier Besancenot (Npa – Francia), Dimitri Hilaris (Okde – Grecia), Flavia D’Angeli (Sinistra Critica), Stefano Frezza (Epicentro Solidale – L’Aquila)

Durante il dibattito sarà presentato il Libro, Besancenot, la nostra sinistra, dialogo tra Olivier Besancenot e Flavia D’Angeli, Edizioni Alegre, 2009.
A seguire proiezione del video “Onda Anomala”, sul movimento studentesco dello scorso autunno.

20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “Paul, Mick e gli altri”, film di Ken Loach

22.00 Dj Set: Festa della liberazione sessuale!

Domenica 28
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Costruzione di aquiloni con conseguente gara
Truccabimbo

19.00 dibattito: Eppur si muove. Dalle lotte sociali un’alternativa alla crisi
Coordina: Nando Simeone
Intervengono: Franco Turigliatto (Sinistra Critica), Paola De Nigris (studentessa de La Sapienza), Francesco Locantore (movimento insegnanti precari), Paolo Marras (lavoratore Alitalia), Giulia Heredia (Coordinamentoo no inceneritore-Albano)

20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “Tutti giù per aria (L’aereo di Carta)”, documentario sulla vertenza Alitalia, regia di Francesco Cordio

21.00 La violenza dello squadrismo fascista prima della marcia su Roma: Spettacolo teatrale “Sotto assedio” di e con Antonello Ricci, Gruppo teatrale “Volgiti, che fai”

22.00 Spettacolo Cabaret: Laura De Marchi: “dal Tintoria Show: la signora Caroni Elda”

23.00 Concerto Reggae dai Castelli romani: MastaFire Sound-system.

Lunedì 29
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Caccia al tesoro

19.00 Presentazione del libro “Scuola Diaz: vergogna di Stato”, a cura di Antonini, Barilli, Rossi, con prefazione di Massimo Carlotto, Edizioni Alegre, 2009.
Coordina: Cristina Tuteri
Intervengono: Checchino Antonini e Francesco Barilli (Curatori del libro), Gigi Malabarba (Sinistra Critica), Lorenzo Guadagnucci (giornalista, Comitato Verità e Giustizia per Genova).

20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “Carlo Giuliani, ragazzo” di Francesca Comencini

21.30 Teatro-inchiesta sulle stragi italiane: Daniele Biacchessi in “Il paese della vergogna”, con la partecipazione di Marino e Sandro Severini dei Gang.

Consegna delle firme per la legge sul salario minimo

DOCUMENTO PER LE AMMINISTRATIVE (le proposte di sinistra critica)

E’ chiaro a tutti che esiste una vertenza oggettiva ed innegabile in Irpinia, che si traduce in alcune drammatiche emergenze sociali e materiali: l’emergenza demografica con lo spopolamento crescente ed inarrestabile di un’intera provincia, tranne poche isolate eccezioni che procedono in controtendenza grazie esclusivamente ai flussi di lavoratori, non residenti, provenienti principalmente dall’hinterland napoletano, l’emergenza ambientale con la costruzione di megadiscariche sul Formicoso e in altri siti, l’emergenza sanitaria, si pensi al rischio di chiusura degli ospedali di Sant’angelo dei Lombardi e Bisaccia, l’emergenza scolastica rischio di soppressione ed accorpamento di numerose scuole di montagna e di piccoli Comuni: si tratta di Istituti che hanno una popolazione scolastica inferiore ai 500, se non addirittura ai 300 alunni, eccetera.

Tutto si ricollega alle responsabilità dell’attuale governo in carica con la promulgazione della riforma Gelmini e piano rifiuti, ma non solo. In tale contesto di involuzione politica e sociale, si abbatte con tutta la sua violenza la crisi strutturale del capitalismo che attanaglia nella sua morsa prima di tutto le zone più povere e disagiate, l’Irpinia in primis.

I dati di questi giorni sono allarmanti: cala l’economia reale, cala l’importazione di materie prime (-6%), il prodotto interno lordo irpino conferma la tendenza dell’interno mezzogiorno d’Italia. La disoccupazione tocca il 9,3%, più di tre punti percentuali rispetto la media italiana, ciò significa che nella nostra provincia solo 148 mila abitanti hanno un occupazione su 438 mila residenti. Su ogni irpino che lavora due restano a casa. Anche sul livello dei redditi stiamo indietro: i nostri lavoratori guadagnano all’incirca 8mila euro all’anno in meno rispetto ai colleghi italiani. Difficile se non tragica la qualità della vita.

In uno scenario del genera la politica si avvita su discussioni paranoiche e spartizione di potere. Il Partito Democratico è impegnato nella guerra tra ex ds ed ex dl da un lato, e con i seguaci di De Mita dall’altro. La rincorsa alle poltrone degli enti ne è la dimostrazione. Le destre, che per la prima volta intravedono la possibilità di vittoria in Irpinia, cercano di organizzarsi in maniera capillare e di parlare allo stomaco delle persone dando vita a rigurgiti razzisti e xenofobi e alimentando il clima di paura. La sinistra sempre più divisa e indebolita continua a litigare, paralizzata da questioni interne non riesce a vedere oltre il suo naso e ha perso ogni contatto con la realtà e con la gente. Rifondazione Comunista, seppur dilaniata dalla lotta intestina ne esce meglio che in altre parti del Paese. Pur con mille difficoltà nella capacità di mobilitazione, organizzazione e proposta politica il PRC alza la testa e ricomincia. Il partito che abbiamo visto dall’uscita dei vendoliani in poi è sostanzialmente diverso. La condivisione di quasi tutte le lotte che abbiamo come Sinistra Critica portato avanti (compresa la campagna SMIC) ci mostrano un partito presente nelle lotte, aperto e volenteroso nella discussione. Un partito disponibile a dialogare con gli altri.

Per uscire da sinistra a questa crisi strutturale crediamo fortemente nella costruzione di un soggetto unitario forte e rinnovato. Ma la nuova sinistra non può essere mono-identitaria. Ci sono eredità del passato che non bastano più a dare senso alla rappresentanza politica e che hanno bisogno di incontrarsi e dialettizzarsi. Noi pensiamo a una sinistra anticapitalista, ecologista, comunista e femminista; non per assemblare indistintamente soggettività diverse ma per trovare insieme un quadro unitario di riferimento e un comune progetto di lavoro. Questa identità multipla non la si può però proclamare soltanto. Occorre praticarla quotidianamente. Noi proponiamo di ricominciare da l’elogio dell’opposizione. Non per vocazione minoritaria ma semplicemente perché a questo sistema sociale si può reagire solo evocando e organizzando l’opposizione politica e sociale, attraverso movimenti, conflitto, autorganizzazione diffusa. Dall’opposizione oggi si può organizzare una resistenza diffusa e proporsi di strappare conquiste e diritti per dare sostanza ad un’ipotesi di alternativa. Per questo non è possibile governare con il Pd, nel senso che non è possibile governare con chi nella migliore delle ipotesi difende l’esistente, ha una concezione amministrativa e autoritaria della politica e così facendo spiana la strada alle destre.

Noi dal canto nostro vogliamo mettere in campo poche e semplici proposte per avviare un percorso costituente che parta dal lavoro quotidiano e dalla risoluzione delle vertenze. Vogliamo muoverci su tre direttrici: infrastrutture, lavoro, ecologia.

1) L’Irpinia è tagliata fuori dal resto della Regione Campania. Bisogna far tornare riacquistare prestigio alla provincia e riportarla al centro dello sviluppo meridionale. Crediamo sia fondamentale aggiornare e modernizzare la linea ferroviaria, l’unica in grado di garantire sicurezza e sostenibilità ambientale, su entrambi le direttrici e con l’università di Salerno. La modernizzazione della rete ferroviaria in questa direzione permette non solo uno spostamento più rapido di tanti utenti verso il polo universitario ma favorisce l’abbassamento dei costi di trasporto per le nostre aziende che troverebbero così un deterrente allo trasporto su gomme. 

2) Per quel che concerne le aziende e i poli industriali (Avellino, Solofra e Nusco) la Sinistra deve sforzarsi nella difesa di tutti gli impianti e di tutti i lavoratori. In questo momento di crisi bisogna lavorare in maniera serrata affinché nessun operaio perda il posto di lavoro. Da Roma a Bruxell come ad Avellino bisogna partire dal principio che la crisi economica la paghino i padroni. Investire maggiormente in settori che producono nuove tecnologie e nuovi impianti (pannelli solari, materiale per la bioedilizia) capaci di dare una spinta alla produzione e all’esportazione.

3) La provincializzazione dei rifiuti è il primo passo per progettare un nuovo metodo di gestione del ciclo integrato. Nessuna mega piattaforme sul Formicoso, chiusura e bonifica di tutti i territori soggetti a discarica. Raccolta differenziata spinta in ogni comune, impianti per il riciclo di materiali e impianti di compostaggio.

Sinistra Critica lavorerà attivamente nella ricerca di formule politiche capace di dar corpo a questo programma e alle speranze degli Irpini. Alla provincia come nella città capoluogo il nostro movimento politico lavora per costruire liste comuni con il PRC a da qui allargare la coalizione a quelle forze politiche e sociali che in questi anni hanno costruito con noi un fronte di resistenza e una prospettiva di alternativa alla pessima gestione del Partito Democratico.

Incontro PRC-SC

Oggi 27 febbraio 2008 presso i locali della federazione del partito della Rifondazione comunista si sono incontrate le delegazioni del PRC e di Sinistra Critica in vista delle elezioni provinciali per il prossimo giugno.

Massima convergenza sui tre punti programmatici messi sul tavolo: ecologismo (provincializzazione e progettazione di un nuovo metodo di gestione del ciclo integrato dei rifiuti), infrastrutture (far riacquistare prestigio alla provincia e riportarla al centro dello sviluppo meridionale) e lavoro (difesa di tutti gli impianti e di tutti i lavoratori).

C’è la volontà di concretizzare le varie esperienze maturate sul territorio nella costruzione di una lista comune a partire dal simbolo di rifondazione, perché per uscire da sinistra a questa crisi strutturale crediamo fortemente nella costruzione di un soggetto unitario forte e rinnovato. Noi pensiamo a una sinistra anticapitalista, ecologista, comunista e femminista; non per assemblare indistintamente soggettività diverse ma per trovare insieme un quadro unitario di riferimento e un comune progetto di lavoro.

TONY DELLA PIA Per la federazione provinciale del PRC

MARIO GUERRIERO Coordinamento provinciale SINISTRA CRITICA

ECCO PERCHE’ NON POSSIAMO TORNARE IN RIFONDAZIONE COMUNISTA

“ […]per dirla senza giri di parole, il PRC continua ad essere in troppe giunte (basti pensare a quelle calabresi e campane) e ha già avviato trattative per la continuazione o inaugurazione di esperienze di governo su una linea minimalista e frontista che è la stessa degli ultimi anni. La svolta a sinistra nella maggioranza dei territori non c’è. C’è un continuismo che nella attuale situazione si configura come una vera e propria svolta destra.”

Ramon Mantovani

È chiaro che la domanda di unità del popolo della sinistra anticapitalista è sempre più pressante, come è chiaro che questo arcipelago di partitini non serve assolutamente a niente, anzi crea solo confusione nell’elettorato e ingrossamento dei consensi di Di Pietro. Ma la proposta di ritornare a rifondazione comunista e ripartire da lì per creare una sinistra anticapitalista moderna e dinamica è pura retorica e soprattutto fantasia. La frase con cui inizio questa mia “analisi” è di Ramon Mantovani, noto dirigente del PRC (a mio avviso uomo lucido e razionale, compagno straordinario, l’unico che merita di dirigere quel partito), estrapolata dalla lettera che lui ha inviato alla maggioranza uscita vincitrice dal congresso di Chianciano. A dire la verità bisognerebbe riportare molti passi, io vi consiglio di leggerla tutta [Lettera aperta alla maggioranza di Chianciano.]

È evidente di come a sinistra l’unico chiarimento possibile prima di innescare meccanismi di unità, o annessioni come vorrebbe qualcuno come Claudio Grassi, è il governo locale e le varie esperienze. L’ultimo dato, quello della Sardegna, è inequivocabile: il centrosinistra, così come lo abbiamo conosciuto dal 1996 ad oggi, è morto. Noi non avevamo dubbi da molto tempo ma le ultime due o tre batoste elettorali (Roma, Abruzzo, Sardegna) lo dimostrano con disarmante chiarezza.  È chiaro quindi come non vanno ricercati nuovi stimoli e collanti con il PD ma bisogna ricostruire dei legami forti e duraturi con la base, ricostruire una fiducia reciproca che da tempo non c’è più. Fiducia che rinasce anche guardando all’operato “istituzionale” di rifondazione sul territorio. Io mi chiedo come un operaio, uno studente, un elettore possa fidarsi di un partito che partecipa alla spartizione di potere in Campania e in Calabria, o che a Bologna non esita a mettere alla porta il suo segretario pur di allearsi con il PD; lo stesso PD che appoggia Cofferati a cui il PRC ha sempre fatto opposizione negando la fiducia. Come si fa a credere ad un partito con “organismi dirigenti composti pesantemente da persone direttamente o indirettamente dipendenti, dal punto di vista del reddito, dagli “istituzionali”. Decine di circoli con numeri spropositati di iscritti che si schierano come un sol uomo in occasione del congresso passando da una mozione all’altra sulla base della convenienza dell’istituzionale di turno, ma che spesso non svolgono alcuna attività politica fra un congresso e l’altro che non sia connessa alla visibilità e al prestigio dell’istituzionale di riferimento. Patti trasversali fra istituzionali interni ed esterni al partito e lotte fra diverse fazioni con l’unico scopo di assicurarsi il controllo degli organismi preposti a prendere le decisioni circa le alleanze elettorali e soprattutto a condurre le trattative per la spartizione di decine e decine di posti ben pagati nella pletora di enti di seconda nomina. Pratica diffusa di raccomandazioni di ogni genere allo scopo di costruire pacchetti di voti da usare alle elezioni, o addirittura allo scopo di far transitare persone, alla bisogna, dalla minoranza alla maggioranza nella direzione locale del partito.” (anche questo inciso è di Ramon Mantovani).

Io personalmente non sono così drastico nella chiusura a Rifondazione, tra l’altro credo che bisogna aprirsi e prendere la sfida delle europee accettando la proposta del PRC, ma da qui a prospettare un rientro ci vedo un abisso. Sciogliere una esperienza importante come Sinistra Critica e rituffarci, in questo momento, di nuovo nel calderone del nostro ex partito significa suicidarsi, buttare a mare tutto il percorso fatto fin qui, perdere il nostro straordinario patrimonio di giovani che si avvicinano per la prima volta o riavvicinano alla politica grazie alla nostra azione e presenza. Ripeto non sono drastico nella chiusura, auspico un percorso comune che porti alla ricongiunzione nel minor tempo possibile, ma con punti chiari e discontinuità nella gestione. Non è un problema di nome e simbolo, per me il nuovo partito anticapitalista si può chiamare anche rifondazione comunista a patto che sia nuovo dentro, nuovo di idee, contenuti,  pratiche e uomini. Non si può chiedere unità senza aver tratto un bilancio della propria storia, dei motivi della rottura e della degenerazione interna.

Se si pratica realmente la svolta a sinistra descritta nel documento di Chianciano l’unità sarà automatica. E ci spero con tutto il cuore.

Mario Guerriero

Buon Anno…

 Il 2008 volge a termine e diventa d’obbligo tirare le dovute somme, anche perché si è trattato di una anno ricco. Ricco di delusioni, di contraddizioni, di soddisfazioni ma anche di “normalizzazioni”.

Partiamo dalle delusioni. Ovviamente si cita il risultato elettorale: per la prima volta la sinistra è fuori dal Parlamento. Delusione peraltro annunciata perciò diventa incomprensibile lo stupore di alcuni; come si suol dire “ ‘o ssapevino pur’e criature!!!”. Ma resta, comunque, un dato poco felice. In questo risultato sono racchiuse tante contraddizioni. Ci sono quelle di una sinistra che aveva smesso di essere partito di popolo, una sinistra diventata fin troppo avanguardista ( a modo suo), quasi fosse portatrice di una verità assoluta incomprensibile ai più, in quanto, intellettualmente e politicamente inferiori. Quasi il Loro approccio era “io ho ragione è inutile che ti spieghi, devi fare quello che dico io”, il popolo di sinistra, nella sua inferiorità, non ha compreso ed ha bocciato! Ben venga il libero arbitrio e la capacità di usare la propria coscienza. Peccato che alcuni a sinistra persistano in questa impostazione…vabbè contenti loro.

Tra le contraddizioni si può includere anche la questione De Mita, che al pari di tante questioni ben più note, in Irpinia possiede un ruolo importante. Il PD lo esclude (lode e merito a Veltroni), l’Irpinia comincia a mollarlo, piano piano, eppure per le prossime amministrative, tutte le forze politiche, sono ancora con il fiato sospeso. Si sa, finchè non si muove lui, tutto è possibile e pensabile, dopo di che i giochi sono belli e fatti; con buona pace degli accordi elettorali tra le varie fazioni, dei programmi politici, dei comizi, ecc.ecc. Saranno telefonate private ai cittadini ad indirizzare il loro voto. Anche se c’è da dire che qualcuno ha già cominciato a fare il giro delle persone per portare omaggi alla famiglia e “consigli per gli acquisti”…com’è piccola la città caro sindaco.

Ma passiamo alle soddisfazioni e alle “normalizzazioni”. Tra queste ultime introduciamo il tentativo da una parte della sinistra di ovviare al suo avanguardismo sterile ed ipocrita. Buona parte della sinistra ha ripreso a parlare con le persone e a stare in mezzo a loro. Anzi, buona parte della sinistra, ha cominciato a ricordare che non esistono un “loro” per il popolo elettore  e un “noi” per il popolo eletto. Bisogna riappropriarsi appieno del pensiero che vuole l’elettore e l’eletto come un’unica entità indivisibile. Purtroppo non si può fare questo ragionamento con tutta la sinistra italiana. C’è chi è invaso da una arroganza mistica che lo spinge verso un delirio di onnipotenza talmente accecante per cui il “noi” e il “loro” diventano d’obbligo. Ma non solo. Come ogni delirio anche questo porta molta stupidità e non senso. Pensiamo all’Isola dei Famosi, a Piero Sansonetti e alla sua gestione scandalistica (nel senso di indirizzo editoriale) del “suo” giornale, ma pensiamo anche ai tanti “compagni” per cui “in questo momento storico è giusto allearsi col PD”. Insomma come volersi alleare con PSI o DC nel ’92. Volendo solo prender in considerazione l’aspetto giudiziario. Detto ciò tra le soddisfazioni va annoverata sicuramente la capacità congiunta di riprendere il dialogo con PRC. Con quella parte sana, ovviamente. Quella parte che riconosce i propri errori e vuole ripartire per costituire quel grande “noi” inevitabile in questa piena crisi del capitalismo che lo mette a nudo.

Ma tra le soddisfazioni, e qui parliamo a nome del collettivo irpino, va incluso il grande lavoro svolto in un anno difficile che ci ha visti costretti a rialzarci tante volte. Un lavoro che ha portato tanti ragazzi a riavvicinarsi alla politica o a non considerarla solo come un strumento utile ai più per fare i propri porci comodi. Poi ci sono tutte quelle persone che incontriamo ogni fine settimana ai nostri banchetti. Quelle persone che sembrano fermarsi con la scusa della firma, ma che vogliono soprattutto scambiare due parole. Analizzare il quadro politico, affrontare le divergenze, esporre la propria opinione. Per non parlare di chi, classe ‘19 o ’24 o ’30, che firma e poi ti guarda commosso mentre ti dice “io alla tua età stavo male, ma tu stai peggio”. Ecco, il capitalismo selvaggio ci ha privati anche della classica litania “quand’ero giovane io …ecc.ecc”. Oggi le persone anziane sembrano ringraziare chissà chi per essere stati giovani in altri tempi.

Ma per non essere i soliti comunisti pesanti che parlano solo di politica e contraddizioni del capitalismo, tra le soddisfazioni mettiamo anche il ripescaggio dell’Avellino in serie B, per la prima volta nel nuovo millennio riusciamo a fare due campionati di fila di serie cadetta. Per non parlare dei meravigliosi risultati ottenuti dall’AIR.

Senza dilungarci troppo concludiamo evitando i buoni propositi di rito per l’anno nuovo. La strada è stata tracciata. Gli obiettivi sono ben chiari. Proseguiamo nei nostri intenti, consapevoli degli errori commessi, ma anche dei risultati ottenuti INSIEME.

marco

Il bilancio di un anno.

Questi giorni ci permettono di riflettere su l’anno che si sta concludendo, fare un bilancio serio, e gettare le basi per il nuovo che si apre.

Il 2008 ci consegna la crisi strutturale del capitalismo, vittima delle proprie contraddizioni, che non riguarda soltanto una presunta “finanza cattiva” che espropria un cosiddetto “capitalismo produttivo” e che richiede un di più di radicalità anticapitalista come sola ricetta in grado di salvare dalla crisi i lavoratori e le lavoratrici. Per il nuovo anno vogliamo batterci per far pagare la crisi a chi l’ha provocata e non ha mai pagato, colpendo profitti e dividendi azionari con l’introduzione di una Patrimoniale e con una tassazione delle rendite finanziarie; vincolando gli incentivi pubblici ai settori produttivi alla salvaguardia dei posti di lavoro e alla copertura integrale di salari e stipendi, con la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo sociale e dei lavoratori per settori produttivi che chiudono o licenziano, nazionalizzazione che vale in particolare per le banche che vanno riorientate al credito agevolato nei confronti dei lavoratori e alla riduzione dei tassi di interesse in particolare sui mutui.

Si sta per chiudere un anno difficile per la sinistra italiana. La scomparsa dal parlamento, il frazionismo esasperato, il leaderismo sfrenato ci hanno portato a vivere un anno disastroso fatto di delusioni e amarezze. Il 2009 che arriva speriamo sia meno doloroso e ci spinga a ricostruire una soggettività anticapitalista, radicale e alternativa in grado di rappresentare settori sociali , soggetti, movimenti, capace di essere altro socialmente e politicamente rispetto al resto del quadro politico. Ci saranno alcuni passaggi elettorali (le europee, ma anche le amministrative di Avellino) che saranno importanti, ma non fondamentali. La ricostruzione della sinistra passa attraverso un lavoro lungo e faticoso che prescinde dai primi risultati elettorali e in questo momento abbiamo il compito di seminare e non di raccogliere.

Per quanto riguarda la nostra piccola organizzazione ad Avellino non possiamo di certo parlare di un anno entusiasmante, la catastrofe della sinistra non ci ha risparmiato, ma nemmeno di un anno avvilente. La formazione dei collettivi territoriali, le adesioni di vari ragazzi, gli attestati di stima, la presenza continua nelle vertenze territoriali, fanno sì che Sinistra Critica cresca e si accrediti come organizzazione pulita, onesta e credibile. Insomma per riprendere l’espressione di prima “la fase della semina procede bene”. Per il 2009 ci proponiamo di continuare su questa strada, di risolvere piccoli problemi tecnici come la sede provinciale indispensabile in questo momento, e di contribuire anche a livello nazionale alla costruzione di una forza anticapitalista forte e seria. Da gennaio avvieremo la discussione sul documento generale e sul documento organizzativo a carattere interno in vista della conferenza dei responsabili organizzativi che si terrà in primavera; parteciperemo alla conferenza sul lavoro a marzo sperando di raggiungere l’obiettivo delle mille e cinquecento firme in Irpinia (ce la metteremo tutta) e lavoreremo per far si che il coordinamento provinciale arrivi al congresso compatto e innestato da nuove esperienze.

Tanti auguri a tutti i compagni

L’appuntamento di domani

Ultimo appuntamento per quest’anno in città con la raccolta firme per la legge sul salario minimo intercategoriale. Riprenderemo dopo la sosta natalizia domenica 28 dicembre da Montella. Sono stati due mesi importanti questi in cui abbiamo raccolto centinaia di firme e molti apprezzamenti.

Da domani sul nostro banchetto troverete il nuovo numero (31) di ERRE – Resistenze Ricerche Rivoluzioni (leggi il sommario) al costo di 6€ e tutto il materiale per la raccolta firme, la crisi del capitalismo e la riforma della scuola.

Speriamo che sia una bella giornata dal punto di vista meteorologico ma soprattutto per le molte firme che riusciremo a raccogliere.

UN ANNO FA…

Sinistra Critica “Non nasce contro qualcuno, non sarà un proto-partitino che si auto emargina, ma uno strumento in più per la lotta di classe e in relazione con i percorsi di movimento italiani ed europei, una sede anche per chi non è attratto dal Prc perché questo partito non sta più dentro il conflitto sociale”

Luigi Malabarba

I assemblea sinistra critica

I assemblea sinistra critica

Un anno fa l’uscita dal PRC e l’avvio della costituzione del movimento politico Sinistra Critica. È stato un anno difficile, particolare, duro ed entusiasmante. Un anno in cui abbiamo lanciato un segnale di speranza a tutti i disillusi dalla politica e dalla sinistra governista. Un anno in cui abbiamo consolidato le ragioni di una scelta e radicato il nostro progetto. Ed ora nel vivo del conflitto sociale è ancora più chiaro che l’unità a sinistra è possibile solo nelle lotte e solo con il rafforzamento del nostro progetto. Siamo piccoli ma stiamo crescendo, contiamo poco ma lavoriamo per un futuro migliore e per dare una casa a tutti gli anticapitalisti che credono che un altro mondo è possibile solo perché un’altra sinistra è possibile. Ce la metteremo tutta.

Idee per Avellino

Abbiamo attivato una pagina sul blog dal titolo Idee x Avellino che contiene le nostre proposte per la città. è su queste linee programmatiche che da tempo abbiamo iniziato a ragionare con alcune forze politiche e con alcune associazioni.

Ci piacerebbe innescare un processo partecipato in cui ognuno si deve sentire protagonista nella costruzione di una alternativa per la nostra città in grado di cambiarla realmente.

I contributi di tutti saranno fondamentali…

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