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Il nuovo numero di Erre

Questa rivista ha appena chiuso un suo primo ciclo che ha seguito un ciclo politico ben definito. Nata con il Forum sociale europeo di Firenze nel 2002 – fu presentata alla Fortezza da Basso in quel novembre – è stata la rivista che prese il posto della vecchia Bandiera Rossa per poi accompagnare la nascita di Sinistra Critica prima come componente di Rifondazione comunista e poi come organizzazione autonoma. Ma è anche la rivista che ha cercato, fin dalla nascita come è evidente, di seguire le evoluzioni del movimento “altermondialista” e le sue potenzialità in relazione alla rifondazione di una sinistra anticapitalista in Italia e in Europa. Per questa ragione ha realizzato il Progetto K, una rete di riviste europee accomunate dalla stessa volontà e orientate a occupare lo stesso spazio politico. Di questa vicenda le elezioni politiche dello scorso anno, la nascita stessa di Sinistra Critica o, quella ben più rilevante e importante, del Nuovo partito anticapitalista in Francia rappresentano alcuni punti di snodo e che dicono tre cose almeno.

La prima è che la sinistra alternativa che negli ultimi dieci anni ha visto in Rifondazione comunista un punto di riferimento internazionale – si pensi ai social forum o alla stessa nascita della Sinistra europea – ha chiuso una sua fase con la lezione amara del caso italiano. I tentativi di uscita a sinistra dalla crisi del “secolo breve” si sono infranti sull’altare del governismo fuori tempo e delle analisi frettolose e strumentali. La seconda è che una sinistra di classe non esiste se non recupera un’organicità nuova e tutta da inventare con la composizione attuale del moderno proletariato, con le sue sfaccettature e i suoi segmenti scissi, con una coscienza che mai come in questa fase è stata così distante dalla consapevolezza di essere una classe sociale. La terza indicazione di fase è rappresentata dal futuro e cioè dalla certezza acquisita che la ricostruzione di una soggettività politica coerente avrà bisogno di tempo e di alcune coordinate precise e non episodiche. Ma soprattutto dovrà essere frutto di un processo politico-sociale in cui trovino organizzazione collettiva e si riconoscano almeno tre diverse soggettività. Quella degli attivisti, delle attiviste sociali legati e legate a una dimensione anticapitalista e che si trovano oggi impegnati in diversi fronti: nel sindacalismo di classe, nell’associazionismo, nei vari movimenti sociali e seguono con attenzione i movimenti della sinistra politica e le sue possibilità di riorganizzazione. Quella dei, delle militanti delusi e indignati per lo sciupìo di risorse e di energie che la scelleratezza e la miopia dei vari gruppi dirigenti, in particolare di Rifondazione, ha prodotto. Infine, l’apporto, decisivo e inaggirabile, di una nuova generazione politica che oggi è piuttosto lontana dalla politica, che non vuole sentirne parlare – vedi l’Onda – ma il cui impegno è decisivo per un processo di riorganizzazione.

In questo percorso la discussione, il confronto, l’elaborazione saranno decisivi. E decisivo è lo sforzo, che ha animato e animerà ancora questa rivista, di mantenere un filio di collegamento tra il marxismo critico e le nuove elaborazioni o i nuovi interessi che il moderno proletariato vive in prima persona. Uno sforzo che richiede riflessione e analisi adeguata per i quali una rivista, o una casa editrice come Edizioni Alegre, costituiscono uno strumento centrale.

Per questo ci rinnoviamo e proviamo a rilanciarci. Nuova veste grafica, nuovi contenuti, nuova dimensione più diretta e semplificata perché, appunto, bisogna rivolgersi innanzitutto a energie nuove.

In questo numero diamo una certa importanza alla nascita del Npa francese con un’intervista a Olivier Besancenot che in Francia è considerato l’astro nascente della sinistra, in grado di competere per popolarità con chiunque altro o altra dirigente. Ma non possiamo dimenticare la durezza della crisi con un’intervista speciale a Robert Brenner autorevole economista marxista statunitense. Il Focus è invece dedicato alla Palestina, non tanto alla situazione in loco quanto alle prospettive del movimento di solidarietà messo a dura prova dai recenti bombardamenti su Gaza. Ci occupiamo poi della vicenda di Massimo Fagioli nella sezione Idee e Memoria mentre Corrispondenze dedica uno spazio all’America latina con il Forum di Belém e un’intervista su Cuba.

La rivista costerà meno della vecchia serie, nonostante il colore e l’impaginazione più raffinata. E’ uno sforzo e un rischio che ci prendiamo anche grazie al risultato preventivo dato dai nuovi abbonamenti. Questo significa che sarà una rivista più facilmente diffondibile e la cui distribuzione “militante” può essere rafforzata. Ne beneficierebbe la rivista stessa, ovviamente, ma anche il progetto collettivo che la anima.

IL SOMMARIO (.PDF)

Il nuovo numero di ERRE

È disponibile il nuovo numero di ERRE (Resistenze Ricerche Rivoluzioni) questo mese dedicato alle devastazioni ambientali in corso (leggi il sommario). Come sempre il costo del nostro bimestrale è di 6 €. È disponibile anche il mensile ERRE NEWS al costo di 1 €. Questo mese dedicato alla vertenza Alitalia, alla costruzione dello sciopero generale del 17 ottobre, alla riforma della scuola e alla discussione sull’apertura in Italia di un fronte di opposizione. Questo mese anche l’inserto speciale sulla legge d’iniziativa popolare sul salario minimo intercategoriale e il salario sociale. È possibile acquistare ERRE ed ERRE NEWS scrivendoci una mail a sinistracritica.av@email.it o lasciando un commento a questo post e provvederemo noi a recapitarlo.

Oppure ai nostri banchetti per la raccolta firme a partire da domani, domenica 5 ottobre dalle ore 10:00 in piazza Umberto I ad Atripalda.

Ricordando che se è vero che la lotta paga e anche vero che la lotta ha un costo e quindi anche l’acquisto di un semplice giornale per pochi spiccioli può contribuire a coprire le spese necessarie per le mobilitazioni in difesa dei salari e dei diritti.