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NASCE IL LABORATORIO AVELLINO

Ad Avellino siamo riusciti a fare quello che le nostre classi dirigenti nazionali non sono riuscite a fare alle europee: costruire una lista anticapitalista che raccolga tutte le forze sane e di alternativa. Ci siamo davvero tutti dal Partito della Rifondazione Comunista ai Comunisti Italiani, da Sinistra Critica ai compagni dei movimenti di resistenza alla devastazione delle nostre comunità, dagli ambientalisti al mondo del lavoro e sindacale.Tutti insieme per  un’uscita dalla crisi della nostra Provincia fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà.

Da sempre abbiamo rivendicato il fatto che questa operazione rappresentava un laboratorio nazionale capace di dimostrare a tutti che l’unità, prima delle riunificazioni, si fa sui contenuti, nel vivo del conflitto sociale; e che quando le contraddizioni di questa società si vivono in prima persona, sulla propria pelle, non si discute sui simboli, sedi e soldi, ma su come coagulare le forze, come costruire un argine di resistenza.

Preferiamo interrogarci sull’utilità sociale della Sinistra in questa terra aspra, su come costruire vertenze capaci di dare risposte concrete ai lavoratori, ai migranti, agli studenti. La pari dignità nella costruzione delle liste, il simbolo, la progettazione della campagna elettorale sono venute in seguito, in maniera quasi spontanea senza lunghe discussioni e accapigliamenti.

Questo blog sarà lo strumento di comunicazione ufficiale della lista anticapitalista alla Provincia di Avellino e nei comuni in cui siamo presenti. Su questa comunità virtuale troverete di tutto: dalle linee programmatiche su cui ci uniamo alle date delle iniziative di questa lunga campagna elettorale, dalle informazioni sui candidati ai materiali di propaganda da scaricare e distribuire.

Ci sono tanti modi di fare comunicazione. Noi non abbiamo tanti soldi da spendere e preferiamo dare un segnale d’innovazione anche in questo campo conducendo una campagna elettorale sobria, usando mezzi di comunicazione innovativi e diretti, nella speranza di un buon risultato elettorale così dopo il 6 e 7 giugno qualcuno capirà che l’unità è possibile, che l’unità è necessaria.

AvellinoLAB http://avellinolab.wordpress.com/

Consegna delle firme per la legge sul salario minimo

DISPONIBILI AL DIALOGO, MA ALLA PARI CON GLI ALTRI

La consultazione delle forze di sinistra non può avvenire escludendo qualcuno, tantomeno quando questi sono protagonisti attivi della vita politica e sociale della città e della Provincia. Ma sull’argomento preferiamo passare oltre, andare direttamente alle cose pratiche.

Da sempre ci siamo mostrati disponibili ad un confronto serio sulle questioni programmatiche come alla città capoluogo dove sosteniamo la bontà del progetto del centro sinistra alternativo con la formazione di una lista comunista autonoma e forte capace di essere protagonista, e non spettatrice passiva, della sfida che lanciamo sia alle destre che al PD. Non ci siamo mai rifugiati nella presunzione di essere possessori di verità scandendo in un settarismo che porta alla morte, anzi abbiamo cercato sempre di fare un passo indietro pur di allargare l’orizzonte visivo e la capacità di contaminarsi con altre esperienze.

Per questo non si pensi di voler stringere rapporti con noi solo gli ultimi giorni. Non si pensi di ricucire una frattura, che c’è ed evidente, quando i tempi stringono. Non si pensi di poter annetterci e offrirci “asilo politico” nelle proprie liste. È inimmaginabile pensare di lasciar passare tempo prezioso nella speranza che un eventuale accordo per le europee, con annesso simbolo unico, ricada a cascata sui territori obbligandoci ad accettare qualsiasi tipo di alleanze. Noi abbiamo una nostra autonomia e dignità.

Ad Avellino, a quanto sembri, tra la sinistra di classe e comunista e il partito democratico non c’è nessun rapporto e nessuna volontà di intesserlo per questo la formazione di una lista anticapitalista è più facile e fattibile che in altre parti del Paese. Per questo vogliamo confrontarci sui contenuti e mettere in campo iniziative che materializzano le nostre idee, spesso coincidenti. Siamo chiamati ad immettere nella vita politica di questa terra un surplus di energie contro la regia bipartisan di ridurre l’Irpinia ad una terra dormitorio, dove depositare i rifiuti di Napoli. Siamo sicuri che la sinistra sarà capace di tutto ciò, rifondazione comunista in primis.

SALUTE IN CAMPANIA: IL PIANO SANITARIO LA IGNORA!

Dopo la squallida vicenda dei rifiuti, Bassolino sta fallendo  nel settore più importante per spesa di una regione: la Sanità. Il Piano Sanitario Ospedaliero recentemente approvato con L.R. n 16 del 28/11/2008, segna la sconfitta di chi ha gestito il settore ed apre scenari drammatici per i cittadini che vedono messi a repentaglio il diritto costituzionale alla Salute. Infatti, la Salute non c’entra niente con il piano regionale cosiddetto “di rientro finanziario”. Esso cerca di contrastare l’orientamento del governo Berlusconi intenzionato a commissariare la Sanità campana così come ha fatto per i settori strategici della politica locale. L’assessore Montemarano si è precipitato ad obbedire a Berlusconi promettendo 200 milioni di euro di risparmio senza però toccare le vere cause del disavanzo che sono le clientele, le convenzioni, le privatizzazioni dei servizi di supporto.

Particolarmente insopportabile è l’ipocrisia della destra campana che va strillando contro la chiusura di alcuni ospedali pur sapendo che essa è stata sollecitata da Berlusconi stesso; essa chiaramente è solo interessata a sostituire i notabili del centrosinistra con i propri, a partire da manovre per la conquista dell’Ordine dei Medici.

La giunta regionale ha così approvato tagli in settori finora considerati intoccabili: si tagliano i letti di Rianimazione e di Unità coronariche, si definiscono molti Pronto Soccorso con un nuovo nome “Primo Soccorso” volendo intendere che non sono la stessa cosa, ma un livello inferiore di assistenza a chi arriva in pericolo di vita!

Di fronte a queste vergogne, Sinistra Critica chiede ai cittadini, alle associazioni degli ammalati e degli utenti, ai lavoratori del settore sanitario pubblici e privati minacciati dalla ristrutturazione, di mobilitarsi per difendere i propri diritti, e di aprire un serio dibattito sulla programmazione sanitaria perché si parli finalmente di lavoro e di Salute, e non di bilanci e carriere.

Sinistra Critica chiede che vengano resi pubblici i dati epidemiologici dei servizi territoriali, i tempi delle liste di attesa, i controlli sulle intramoenia e sulle convenzioni, per una seria discussione a livello popolare.

Sinistra Critica propone una rete di centri di documentazione sanitaria per rivelare i dati di medicina di base, dare una sede d’incontro agli ammalati ed alle loro famiglie, diffondere la coscienza dei diritti.

Se la Sanità è stata espropriata dai politicanti e dalle corporazioni, la Salute appartiene a tutti! Sostituiamo i baracconi burocratici e truffaldini delle ASL con nuovi spazi di democrazia: le case della salute!

Buon anno agli studenti irpini…

È arrivato il regalo per il nuovo anno agli studenti irpini. La giunta regionale della Campania, guidata da Antonio Bassolino, non ha riapprovato la delibera che nel dicembre del 2007 stanziava due milioni e ottocento mila euro per le agevolazioni tariffarie agli studenti campani per gli abbonamenti mensili ai mezzi di trasporto pubblico locale.

La delibera non era nient’altro che il normale seguito al protocollo d’intesa siglato tra la regione e il consorzio Unico Campania per la promozione della mobilità su mezzi pubblici e garanzia per il diritto allo studio. La somma stanziata serviva alle aziende per coprire i costi del trasporto e di conseguenza applicare le riduzioni dal 15 al 35% sulle tariffe a seconda del reddito.

Per adesso le aziende associate al consorzio unico Campania sono costrette ad applicare prezzi pieni per i trasporti anche se si spera che la giunta possa riprendere il provvedimento e approvarlo nel minor tempo possibile. Per gli studenti irpini la batosta è doppia vista la mancanza del polo universitario nella nostra provincia e la necessità di viaggiare quotidianamente verso Napoli e Salerno. L’amministrazione regionale non ha rivisto però la tassa di 62€ che gli studenti universitari pagano ogni anno per il diritto allo studio.

Patetiche le dichiarazioni di Maria Grazia Valentino, responsabile enti locali del PRC, che valuta positivo il bilancio regionale per le fasce più deboli e gli studenti rivendicando con orgoglio il contributo della sinistra in questa opera… complimenti! E poi non ci meravigliamo se vincono le destre…

APPELLO A TUTTA LA SINISTRA AVELLINESE PER CREARE I COMITATI DI APPOGGIO ALLA PROPOSTA DI LEGGE SUL SALARIO

23112008848Car* Compagn*

Assistiamo, ormai da giorni, al venire fuori della crisi del sistema mondiale. Una crisi che non nasce ora, ma che in questi giorni si mostra senza veli. Non lo scopriamo certo oggi che sono poche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese. Così come non scopriamo certo oggi che sempre poche sono quelle famiglie che non conoscono il dramma della disoccupazione e dell’emigrazione.

In passato ci era stato detto che il mercato libero, con una forma globale, avrebbe portato a tutti benefici sostanziali. Oggi ci ritroviamo a farci i conti in tasca per capire se possiamo o no comprare il pezzo di pane quotidiano, o se è meglio conservarci i soldi per un domani molto prossimo e altrettanto incerto. Come se non bastasse, al danno si aggiunge la beffa. Nonostante un portafogli sempre più vuoto, obiettivo primario di chi governa diventa sempre più lo stato sociale. Rendere i servizi sempre più insufficienti e costringere le persone a pagare sempre di più per poter usufruire di beni quali l’istruzione e la sanità, ma non solo.

Consideriamo una vera e propria presa in giro lo strumento della “social card”. 40 euro mensili dati alle famiglie con reddito inferiore a 6ooo euro e almeno 3 figli a carico. Come se 40 euro mensili consentano di arrivare a fine mese. Non fanno testo, ovviamente, gli sconti a cui la card dà accesso. Secondo la stima di Tremonti, solo il 5% della distribuzione nazionale ha aderito alla social card. Ovviamente resta un problema di fondo: i soldi da spendere per poter usufruire degli sconti. Dubitiamo che un reddito annuo di 6ooo euro e tre figli a carico diano modo di poter spendere oltre il necessario per sopravvivere.

Riteniamo anche irritanti le dichiarazioni apparse in questi giorni, in cui si indica come via migliore, per risolvere la crisi, quella dei consumi. Resta sempre lo stesso problema di fondo: i soldi da spendere.

Per questo sinistra critica ha avviato da qualche mese una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che porti ad un aumento sostanziale dei salari. Un aumento del tutto normale, dettato dal fatto che in questi anni abbiamo visto aumentare tutto: i prezzi dei prodotti di prima necessità e non, gli stipendi e le pensioni dei parlamentari, i guadagni dei grandi imprenditori che hanno causato questa crisi. Non abbiamo ancora visto aumentare i salari di chi è vittima di questa crisi. Di chi è costretto a più lavori quotidiani perché il primo è sottopagato, ma secondo legge, e gli altri sono sotto-sottopagati a nero. Basta con lo sfruttamento delle persone. Basta con gli stipendi da fame.

Domenica sarà la giornata nazionale della raccolta firme per la proposta di legge sul salario minimo a 1300 € e sul salario sociale. Ad Avellino ci troverete (come di consueto) a Corso Vittorio Emanuele (altezza Banca d’Italia) dalle ore 18:00 alle ore 20:30.

Consapevoli che una sinistra anticapitalista e di classe si ricostruisce solo nel vivo del conflitto sociale facciamo appello a tutte le forze e le persone della sinistra sul territorio irpino di costruire i comitati d’appoggio alla legge, di mettere a disposizione strutture e iniziative per raccogliere in questo fine settimana il maggior numero di consensi.

NON PAGHEREMO LA LORO CRISI!

Sicuri che il nostro appello non cadrà nel silenzio e nell’oblio vi abbracciamo calorosamente

i/le compagn* del collettivo di Avellino di SINISTRA CRITICA

Avanza l’onda

Ieri partecipata assemblea alla scuola media F. Solimena di Avellino con la nostra portavoce nazionale Flavia D’Angeli. È stata una serata particolare, importante per tutti noi (militanti e non), una serata che aspettavamo da molto. Finalmente in questa città per la prima volta si è tenuta un assemblea in cui si parlava di scuola, partecipata da soli giovani che hanno apprezzato il nostro lavoro e ci hanno “sopportato” per due ore non distogliendo nemmeno un minuto l’attenzione dalla magistrale (questa si) lezione del professor Amendola che ha spiegato in maniera dettagliata tutto il percorso della privatizzazione dei saperi negli ultimi quindici anni. Forse qualcuno adesso sa di cosa parliamo e sa anche delle colpe della sinistra e della CGIL in questa storia.

Puntuale, preciso, affascinante l’intervento di Flavia D’Angeli. Un excursus sul movimento, sull’opposizione sociale, sulla capacità di auto rappresentazione, sull’autodeterminazione che guida i migliaia di ragazzi oggi in piazza. Non poteva mancare la frecciatina al sindacato, non ce ne voglia il compagno Carlo De Vincentis, ieri con noi, ma certe volte la dirigenza del sindacato ha preso strade diverse da quelle della base.

Peccato che in questa città fanno più notizia, come sempre, i politicanti, la lampadina nel portone di un palazzo che non funziona e non i ragazzi in assemblea, o la portavoce nazionale di un partito che non ha mai esitato a criticare la stampa irpina (parte) serva del padrone di turno. Ma non ci interessa. Volevamo arrivare al cuore dei ragazzi e dai commenti di oggi sembra che ci siamo riusciti. Tutto il resto è il teatrino della politique politicienne e a noi non interessa.

NON E’ CHE L’INIZIO…

Le manifestazioni sono la massima espressione di un dissenso da parte di soggetti sociali che rifiutano logiche autoritarie, riforme (o pseudo tali) calate dall’alto a colpi o di manganello come nel caso del Formicoso o con altri metodi repressivi come il 5 in condotta nel caso della scuola.

Abbiamo assistito ad una bella manifestazione studentesca, partecipata, che ci lascia ben sperare. E poco importa se in piazza cerano mille, duemila o anche solo cinquanta persone. Quello che ci interessa è che per la prima volta dopo anni ad Avellino i giovani hanno avuto un approccio politico e non puerile al problema della scuola pubblica. Finalmente è finito quel meticciato orrendo che ci ha portato a fare manifestazioni in cui erano pochi gli slogan politici e molti quelli offensivi, squallidi. Manifestazioni che servivano a perdere il giorno di scuola e a ballare per strada.

Chi oggi ha sfilato ha capito che la riforma della scuola va ad inserirsi in un quadro più ampio di distruzione dello stato sociale come lo abbiamo conosciuto. Non a caso le quattro tappe della manifestazione, in cui sono stati compiuti gesti simbolici (il lancio di palloni rossi, il taglio delle carte Io Studio, la coriandolata di giornali) parlavano delle devastazioni ambientali, del costo esagerato della vita, dei tagli all’editoria pubblica che comprometterà la vita di molti quotidiani che rappresentano una voce libera in Italia, della libertà e dell’antifascismo. Insomma si è ricominciato a fare politica con la P maiuscola.

Peccato che certe volte il protagonismo sfrenato di pochi rovini anche quel lavoro unitario della sinistra che si era avviato, a partire dal problema della scuola, in questo ultimo mese in città. A loro le sconfitte non insegnano nulla, per loro bastano le telecamere.

Resta comunque una giornata importante, la prima di una serie di mobilitazioni contro  governo e padroni che avranno alla lunga i suoi frutti. NON E’ CHE L’INIZIO…

MOBILITAZIONE D’AUTUNNO? VEDIAMOCI IL 9 SETTEMBRE

Un appello per una iniziativa partecipata e dal basso

I primi passi del governo hanno confermato le previsioni di chi considera la destra italiana un miscuglio di populismo, autoritarismo al servizio di una logica padronale e confindustriale. Il pacchetto sicurezza con il suo razzismo istituzionale, gli attacchi indiscriminati contro la popolazione campana in difesa della salute contro le discariche tossiche, l’assalto ai servizi pubblici locali, i ripetuti attacchi contro i lavoratori pubblici definiti «fannulloni», il rilancio di una politica militaresca con la conferma e ampliamento delle missioni militari e la determinazione a costruire la nuova base di Vicenza nonostante l’opposizione popolare fino ai
soldati nelle città, fanno il paio con il tentativo di Confindustria, tramite il tavolo concertativo, di abolire il contratto nazionale, con i desiderata integralisti del Vaticano, con una politica dell’Unione europea che, con le direttive sul rimpatrio dei migranti e con quella sull’allungamento della settimana lavorativa, suggellano il clima reazionario che si respira in tutto il continente. A tutto questo si associa l’arroganza istituzionale di un governo che fa dei processi giudiziari del proprio leader il perno della propria politica. Di questa situazione porta una responsabilità diretta il centrosinistra che con l’esperienza del governo Prodi ha spianato la strada a gran parte delle misure – criminalizzazione dei Rom, flessibilizzazione del mercato del lavoro, base di Vicenza, Alta Velocità, repressione delle popolazioni campane in rivolta contro la gestione rifiuti – che oggi appaiono giustamente odiose. Anche la politica concertativa delle confederazioni sindacali ha permesso al precedente governo di centrosinistra di portare avanti l’attacco al mondo del lavoro ed allo stato sociale. Sullo sfondo di queste dinamiche nazionali si stagliano scenari internazionali molto preoccupanti. Il primo è quello di una Unione europea che si presenta nemica dei lavoratori e dei popoli come è stato ben percepito in Irlanda; il secondo è quello del rumore di sciabole attorno all’Iran; ma la questione più grave indubbiamente è lo scenario economico che manifesta segnali di crisi strutturale.
Di fronte a questo quadro è evidente che serve un nuovo protagonismo sociale, dal basso, partecipato, capace di connettere i tanti fili di resistenza sociale che pure esistono e di battere un colpo per esprimere la porzione di paese che non si rassegna all’esistente. Come organizzazioni e persone che hanno mantenuto un filo comune di dibattito e di mobilitazione in questi anni, abbiamo avvertito l’esigenza di un primo incontro per costruire una mobilitazione contro il governo e la Confindustria, senza fare sconti al Pd. Osserviamo, oggi, che l’esigenza di una mobilitazione, autonoma dal Pd, si estende ad altri soggetti della sinistra che pure sono stati legati all’esperienza del centrosinistra. E’ un fatto di per sé positivo. Per questo proponiamo un incontro dell’opposizione sociale, sindacale e politica il 9 settembre per contrastare le politiche filopadronali e razziste del governo, gli attacchi ai lavoratori e ai migranti che vengono anche dall’Europa, la repressione contro i movimenti e le comunità in lotta. Un incontro aperto, in grado di ragionare sulle mobilitazioni immediate e sulle forme più efficaci per estendere partecipazione e protagonismo dei movimenti.


Confederazione Cobas, Coordinamento dei Collettivi universitari di Roma, Rdb, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Giorgio Cremaschi (Fiom Cgil), Marco Bersani (Attac)

novesettembre@gmail.com

NOTE SUL CONGRESSO DEL PRC

Integriamo la discussione sul congresso del PRC e l’unità a sinistra con un documento elaborato dai compagni del gruppo operativo nazionale. Il documento esprime la nostra posizione, con una chiara analisi, del congresso e le nostre proposte per la costruzione di spazi di unità più ampi possibili nella pratica d’opposizione sociale al governo delle destre.

Una buona elaborazione teorica che stuzzica la discussione. Come sempre speriamo nella partecipazione di tanti compagni che stanno dentro o fuori Rifondazione.

Il documento è possibile leggerlo cliccando qui.

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