
Ieri partecipata assemblea alla scuola media F. Solimena di Avellino con la nostra portavoce nazionale Flavia D’Angeli. È stata una serata particolare, importante per tutti noi (militanti e non), una serata che aspettavamo da molto. Finalmente in questa città per la prima volta si è tenuta un assemblea in cui si parlava di scuola, partecipata da soli giovani che hanno apprezzato il nostro lavoro e ci hanno “sopportato” per due ore non distogliendo nemmeno un minuto l’attenzione dalla magistrale (questa si) lezione del professor Amendola che ha spiegato in maniera dettagliata tutto il percorso della privatizzazione dei saperi negli ultimi quindici anni. Forse qualcuno adesso sa di cosa parliamo e sa anche delle colpe della sinistra e della CGIL in questa storia.
Puntuale, preciso, affascinante l’intervento di Flavia D’Angeli. Un excursus sul movimento, sull’opposizione sociale, sulla capacità di auto rappresentazione, sull’autodeterminazione che guida i migliaia di ragazzi oggi in piazza. Non poteva mancare la frecciatina al sindacato, non ce ne voglia il compagno Carlo De Vincentis, ieri con noi, ma certe volte la dirigenza del sindacato ha preso strade diverse da quelle della base.
Peccato che in questa città fanno più notizia, come sempre, i politicanti, la lampadina nel portone di un palazzo che non funziona e non i ragazzi in assemblea, o la portavoce nazionale di un partito che non ha mai esitato a criticare la stampa irpina (parte) serva del padrone di turno. Ma non ci interessa. Volevamo arrivare al cuore dei ragazzi e dai commenti di oggi sembra che ci siamo riusciti. Tutto il resto è il teatrino della politique politicienne e a noi non interessa.
Con la settimana di mobilitazione studentesca a Avellino vogliamo lanciare un messaggio forte alle istituzioni e all’opinione pubblica : se le contestazioni di Ottobre sono state tanto forti è perché ognuno di noi sentiva dentro di se l’esigenza di un cambiamento, di un’inversione forte e decisa di rotta rispetto alle politiche scolastiche adottate negli ultimi 15 anni.

“Io non ho paura” è il grido collettivo degli studenti di tutta Italia che continuano con la mobilitazione. A muovere le mosse del governo è invece la paura che il cristallo del consenso popolare possa incrinarsi rapidamente. Il Presidente del Consiglio, infatti, dalla Cina (quasi con furore) continua a insultare il movimento “in mano ai facinorosi” e i giornali colpevoli di sostenere i giovani. Segnali di un governo che pensava di continuare a passarla liscia – come gli è accaduto sui rifiuti o sulla manovra economica estiva – e che invece stavolta ha trovato il classico bambino in grado di strillare “il re è nudo”. Non sappiamo quanto durerà questo movimento e dove arriverà. Lavoreremo per farlo vincere, ovviamente, per ottenere il ritiro del decreto Gelmini e dei provvedimenti sull’Università. Quello che vediamo è che un’irruzione improvvisa di soggettività ha modificato significativamente la politica e la società, che la cappa grigia che era emersa da due anni di governo Prodi e certificata alle elezioni di aprile mostra qualche squarcio.
"Vogliamo lavorare per creare le condizioni di una reale alternativa di società, di un cambio di sistema che non può che passare per una messa in discussione dell'ordine capitalistico".
[Manifesto Programmatico]
PARTECIPA::MILITA::ADERISCI



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